Politica
15 Agosto 2013
La provocazione di Rendine: Facciamole pagare con lavori socialmente utili

Multe e bollette? Una modesta proposta

di Redazione | 3 min

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Jonathan Swift

Multa per sosta vietata? La si paga vidimando i biglietti del parcheggio. Bolletta del gas insostenibile? Un po’ di esercizio di lettura contatori pro Hera e siamo a posto. Imu esagerata? Una pennellata nella stanza del sindaco e via. Nella città più povera della regione è la proposta, diciamo provocazione, che si inventa il consigliere Francesco Rendine per alleviare i ferraresi che non riescono più, in virtù della crisi sempre più pressante, a sostenere le spese quotidiane.

Trasformare multe, pagamenti e tasse inevase in lavori “socialmente utili”, da svolgere negli enti e nelle aziende pubbliche è la nuova trovata che il consigliere di Futuro e libertà porterà in consiglio comunale.

“La mancanza di lavoro e la crisi economica – è la premessa, fin qui ‘con i piedi per terra’, di Rendine -, con conseguente riduzione del potere d’acquisto, unita ad un livello di tassazione tra i più alti al mondo, incrementano lo stato di difficoltà di molte famiglie del nostro capoluogo, che è il più povero tra tutti quelli dell’Emilia Romagna. L’amministrazione comunale non può continuare a fingere di non sapere e, conseguentemente, deve adottare azioni concrete per alleviare questa grave situazione di disagio sofferto da molte famiglie della nostra città, a causa degli sperperi delle precedenti amministrazioni locali e statali”.

Il consigliere quindi si arma di sarcasmo e immagina alcune situazioni tipiche della “accertata povertà” dei ferraresi: “esistono casi di padri i quali, sulla carta – scrive Rendine -, hanno un onorevole reddito, tuttavia, la separazione, la perdita della casa coniugale e la cifra, non detraibile dall’imponibile, fissata dalla “giustizia” per mantenere figli, possono rendere il reddito reale inferiore a quella che viene riconosciuta come soglia di povertà. Ed esistono madri separate che hanno un reddito modesto, e l’ex marito è in prigione oppure ha un lavoro che, permettendogli di evadere, gli consente di non versare adeguate risorse economiche. In tal situazione si trovano costrette a provvedere ad uno o più figli e, per non far conoscere alla prole lo stato di indigenza, compiono ogni giorno quelle acrobazie che i migliori artisti di circo non saprebbero fare”.

Ecco allora la proposta, anzi la “Modesta proposta”, visto che la mozione del consigliere ricorda – nella sua improbabile realizzabilità – il noto pamphlet satirico di Jonathan Swift: accettare come pagamento ai tributi pubblici ogni forma di lavoro che un cittadino può svolgere per il suo Comune. Per Rendine l’idea non fa una piega. Anzi, merita addirittura qualche esempio pratico spiegato con simboli algebrici: “nel caso di una multa di “X” euro per sosta vietata => compensazione con “Y” ore di servizio come operatore addetto alla verifica dei ticket nel parcheggio “A”. Nel caso di bolletta del gas insostenibile => compensazione con “H” ore di servizio presso Hera per lettura contatori, consegne bollette, tele-market ecc. Di fronte a una Imu esagerata a causa della casa da ricchi, ereditata dalla nonna povera => compensazione con imbiancatura della parete nord della stanza al primo piano dell’edificio comunale “Z”. E in caso di acqua troppo “salata” => compensazione con “U” ore di pulizia del marciapiede di via “ZZ””.

Il senso della mozione di Rendine è insomma “individuare forme di lavoro presso il Comune stesso e tutte le società a partecipazione comunale, affinché le famiglie che sono in condizioni di difficoltà economica possano onorare i debiti svolgendo attività compensativa con professionalità che si trovano all’interno della famiglia medesima”. La “Modesta proposta” di Swift (proponeva di estinguere povertà e sovrappopolazione nell’Irlanda del ‘700 trasformando i bambini in ottimo cibo per i ricchi inglesi) valse al suo autore non pochi problemi. Rendine, probabilmente, se la caverà con un sonoro rimprovero del presidente Colaiacovo. O magari invece…

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