Politica
14 Maggio 2013
Lo sdegno per la manifestazione contro lo ius soli. E da destra si minacciano querele

Corteo Forza Nuova, “Ferrara ferita”

di Redazione | 4 min

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admin“Ferrara, città medaglia d’argento della Resistenza, è stata ferita”. Dopo gli interventi di Rifondazione comunista e di Sel, altri cori di sdegno si accompagnano alla manifestazione di Forza Nuova di sabato scorso. A puntare il dito contro il corteo di protesta contro lo ius soli andato in scena in città sono la sezione Anpi “Vittorio Arrigoni”, il circolo Prc “Rosa Luxemburg” e i Giovani Comunisti di Ferrara che richiamano lo slogan dei partecipanti, “italiani per sangue e per cultura”, per ricordare “la storia di Forza Nuova, il comportamento dei suoi iscritti, le loro azioni”, che “hanno una matrice chiaramente xenofoba, omofoba e neofascista”.

In una nota congiunta la sezione Anpi, il circolo Luxemburg e i Gc richiamano la Costituzione italiana, che “vieta espressamente la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Anche se Forza Nuova non si definisce fascista, i contenuti, gli slogan e le pratiche rimandano chiaramente a quella matrice. Si pensi, ad esempio, al blitz dello scorso novembre in un teatro di Pontedera in cui il comune stava consegnando la cittadinanza a 603 bambini stranieri nati in Italia o all’aggressione di uno studente liceale di origini ebree a Milano nel marzo 2012”.

Per questo “ci chiediamo perché a livello nazionale, nonostante la Costituzione, la legge Scelba e la legge Mancino, non si proceda allo scioglimento di quest’organizzazione. Per questo, ancora, ci chiediamo perché il Comune di Ferrara non si sia avvalso della possibilità di negare il permesso a Forza Nuova per banchetti in cui propugnava le proprie idee di odio”. Infine, “ci chiediamo perché la questura non abbia indicato un percorso tale da evitare la conclusione del raduno a pochi passi dalla sede dell’Associazione “Cittadini del mondo”.

“Manifestare è un diritto, ma sono inaccettabili gli attacchi al ministro Kyenge” aggiungono poi i Giovani Democratici di Ferrara, che ritengono “doveroso condannare ogni atto di razzismo e xenofobia trapelato in questi giorni da diverse forze politiche. Ci schieriamo a fianco del ministro Kyenge nel sostenere la necessità di dare cittadinanza a tutti quei bambini che nascono ogni giorno in Italia da genitori stranieri, regolarmente presenti sul territorio”.

Proprio nel gruppo dei giovani del Partito democratico sono presenti anche ragazzi nati in Italia e non considerati dall’attuale diritto “italiani”, “e sono loro che ogni giorno ci ricordano che l’attuale legge sulla cittadinanza richiede, tra le altre cose, che un ragazzo risieda continuamente nel paese da un determinato numero di anni, il che significa che se una persona torna nel suo paese d’origine anche solo per pochi giorni, ad esempio per ricongiungersi momentaneamente ai propri familiari, perde il diritto di ottenere lo status di cittadino italiano”.

“Per noi – concludono i Gd – cittadinanza significa partecipazione e impegno nella vita collettiva, elemento fondamentale per continuare a vivere in un Paese democratico”.

Da tutt’altra parte si leva invece lo sdegno contrario di chi a quella manifestazione ha partecipato. È il caso di Sergio Baroni, portavoce del Movimento Identità Nazionale che, parlando anche per conto di Fiamma Tricolore e di Forza Nuova si rivolge a Rifondazione e Sel, rei di “seminare odio, a settant’anni dalla fine della guerra”: “le parole “fascista”  e “nazista”, di cui pare abbiate una conoscenza storica assolutamente superficiale, e cui vi affidate per semplice mancanza di idee da contrapporre, indicano la pochezza politica e la rabbia che vi adombra per una manifestazione che si è svolta in maniera civile, senza alcun incidente, e che ha visto una contestatrice (pacifica) addentrarsi tra i nostri manifestanti nell’assoluta indifferenza degli stessi”.

L’esponente di estrema destra rigetta ogni accusa di “fascismo, di nazismo, anche solo di razzismo”. “Si è semplicemente ribadito il concetto – afferma Baroni – che le famiglie italiane devono avere la precedenza sulle aggiudicazioni delle case popolari, degli aiuti sociali, dei posti all’asilo e nei posto di lavoro. E che chi, immigrato, non lavora o delinque, deve essere rimpatriato, senza e senza ma, senza pesare sulle tasche degli italiani già rovinosamente intaccate dall’Europa delle banche e dell’euro”. Baroni chiude minacciando querele “a chiunque ci chiami fascisti e/o nazisti”.

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