Qual è il “Piano Industriale” delle aziende? Come si garantisce l’offerta e la qualità della sanità nella nostra provincia? Quale programmazione che eviti i tagli lineari ma che tenga conto dei bisogni delle persone (provincia molto anziana) in un contesto di nuove tecnologie, di modelli organizzativi in evoluzione e di minori risorse finanziarie? E’ ormai urgente aprire una discussione pubblica e trasparente in grado di rendere chiaro ai cittadini, prima di tutto, il disegno riorganizzativo dell’offerta sanitaria complessiva (ospedali, servizi territoriali, sistema di emergenza urgenza) in relazione ai tre distretti socio sanitari, fondati sull’integrazione tra Aziende sanitarie e con i Medici di medicina generale e imperniato sulla programmazione dei Dipartimenti sanitari.
Per tale ragione abbiamo deciso di porre pubblicamente alcuni interrogativi:
OFFERTA SANITARIA
1. Quanti ospedali, dove saranno localizzati, con quanti posti letto e quali attività specialistiche conterranno?
2. Quali ospedali verranno trasformati in case della salute, quale sarà la loro complessità (presenza di medici di base, pediatri, infermieri, altro personale, attività diagnostica e specialistica, presa in carico della cronicità, posti letto per l’osservazione clinica), quale sarà l’estensione oraria (12 ore o 24 ore, tutti i giorni, festivi)?
3. Quale sarà la presenza dei servizi territoriali (igiene pubblica, la medicina di gruppo, salute mentale, consultori salute donna, consultori familiari, punti prelievo)?
4. Come sarà strutturato il sistema di emergenza urgenza (guardia medica, pronto soccorso, punti di primo soccorso, 118)?
5. A che punto è giunto il processo di integrazione interaziendale (dipartimenti, informatica, ecc)?
6. Quali sono i contenuti delle convenzioni con i medici e pediatri di base, come sono inseriti nella rete dell’offerta sanitaria e con quale livello di integrazione (anche telematica)?
7. Qual è il sistema di accesso all’assistenza primaria? E’ strutturato su base distrettuale?
8. Qual è il livello di sviluppo dei percorsi diagnostico terapeutici, come è strutturata la presa in carico del paziente e qual è la figura responsabile?
9. Quali sono le strategie di sviluppo e la programmazione dei Dipartimenti sanitari?
10. Qual è la situazione delle liste d’attesa nelle diverse specialistiche, quale rapporto con l’attività libero-professionale, quale l’entità della mobilità passiva ed attiva?
11. In che modo e su quali linee di produzione è stata attivata l’integrazione tra la sanità della nostra provincia e l’Area Vasta?
12. Quale è il piano degli investimenti previsto (informatica, attrezzature sanitarie, edili, ecc. a partire dall’Anello del S. Anna)?
INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA
13. FRNA: quali sono le azioni previste e le risorse finalizzate allo sviluppo dei processi di integrazione socio-sanitaria?
14. Qual è il livello di integrazione raggiunto tra le attività sanitarie e quelle sociali svolte dai comuni e/o dalle ASP?
RISORSE
15. Qual è l’entità del taglio delle risorse economiche per la sanità e come si intende procedere?
16. Qual è la riduzione di personale prevista per i diversi servizi e come si intende valorizzare il personale sottoposto a elevati carichi di lavoro e di responsabilità?
Le segreterie di CGIL CISL e UIL di Ferrara