Economia e Lavoro
7 Febbraio 2013
Dipendenti sul piede di guerra e pronti alla mobilitazione: "Proposte dell'azienda inaccettabili"

Autogrill, 13 esuberi a Ferrara

di Redazione | 2 min

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autogrillLunedì  scorso  si sono riuniti, all’assemblea convocata da Filcams Cgil, i dipendenti di Autogrill di Ferrara (Po Est e Po Ovest),  allo scopo di analizzare e concordare le  risposte da dare in merito alla apertura di procedura di mobilità che Autogrill ha comunicato qualche giorno fa.

Autogrill, spiegano i dipendenti, “con una procedura quantomeno strana, comunica un esubero di 140 dipendenti sui locali presenti sulla rete autostradale”. A Ferrara gli esuberi sono 13, di cui 9 a Po Est e 4 a Po Ovest. La società avrebbe proposto, per chi vuole evitare il licenziamento, di dichiararsi disponibile per trasferte presso altri locali sulla rete autostradale che “teoricamente possono assumere, oppure  di procedere a un “abbassamento  ‘violontario’ dell’orario di lavoro per arrivare a fare al massimo  20 ore , rispetto alle attuali 40. Fra le proposte dell’azienda anche quella di un abbassamento del livello retributivo.

Proposte che i dipendenti hanno giudicato ‘inaccettabili’, considerando che “nell’ultimo anno sono state moltissime  le ore  di straordinario svolte, che recentemente è stato  fatto rientrare personale che era da tempo dedicato ad altre  sedi, che  continuamente si riduce  il  personale presente nei vari turni, ed altro ancora”. La richiesta dei dipendenti al sindacato è che “si attivi immediatamente per mettere in campo tutte le azioni di contrasto necessarie a fare ritirare le  assurde pretese della azienda”.

Gli stessi dipendenti degli autogrill Po Est e Po Ovest chiedono inoltre di incontrare le istituzioni locali, a partire dalla Provincia, “per spiegare direttamente quali sono le reali intenzioni di Autogrill in particolare relativamente alle concessioni in scadenza”.

Da lunedì è stato dichiarato lo stato di agitazione e, tramite le organizzazioni sindacali, l’intenzione è quella di attivare tutti i canali possibili “per organizzare nel più breve tempo una risposta forte e chiara a livello nazionale”.

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