Cronaca
3 Ottobre 2012
Un anno e sei mesi con sospensione della pena per Maria Amoruso

Condannata per stalking la superteste di Appaltopoli

di Marco Zavagli | 2 min

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Maria Amoruso è stata condannata in patteggiamento a un anno e sei mesi con sospensione condizionale della pena per stalking. Il gip Monica Bighetti ha accolto così la richiesta avanzata dall’avvocato difensore Alessandro D’Agostino e rigettato le richieste delle persone offese, che – oltre a costituirsi parte civile – chiedevano una modifica del capo di imputazione, dal momento che tra queste figurava anche una minore.

Si conclude così sul nascere il processo a quella che era stata la grande accusatrice nel processo Appaltopoli, concluso con l’assoluzione degli 11 imprenditori imputati e la condanna del dirigente del Comune di Ferrara Enrico Pocaterra. Maria Amoruso, 44 anni, ingegnere del Comune di Ferrara, era imputata per una lunga serie di atti persecutori ripetuti centinaia di volte, per mesi, nei confronti dell’ex amante, della sua moglie, degli amici di lui e di altre persone.

Il capo di imputazione parlava di numerosissime telefonate sul cellulare e sul telefono di casa dell’uomo con cui aveva avuto una relazione extraconiugale per sette anni. Fino a 200/250 chiamate al giorno, più alcune centinaia di sms dal contenuto e dal tono molesto. Il tutto nonostante un ammonimento del questore.

L’imputata inoltre si recava davanti all’abitazione del’ex e suonava il campanello di casa, lo pedinava, gli scriveva numerosissime e-mail, mandava lettere anonime ai suoi superiori dal contenuto calunnioso e diffamante. Idem ai suoi familiari, conoscenti e colleghi. Tanto da procurargli un grave e prolungato stato di ansia e di paura.

Tutto questo per più di un anno, dal maggio 2011 al giugno 2012. Ma Maria Amoruso non aveva risparmiato nemmeno la moglie dell’amante e i loro amici, assillati con lettere e telefonate, e in alcuni casi anche manifesti ingiuriosi affissi davanti a casa. Stesso discorso per altre tre donne, perseguitate dal maggio 2009 al febbraio 2011 e dall’aprile al luglio 2011.

Al termine dell’udienza a parte chiuse uno degli avvocati delle vittime, David Zanforlini, annuncia che farà ricorso in Cassazione contro l’estromissione delle persone offese e chiederà al procuratore generale di verificare al sussistenza del reato aggravato nei confronti della minore vittima dello stalking.

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