Le geniali riforme del governo Monti

Dopo oltre un anno di speculazione finanziaria selvaggia il nostro Paese vede finalmente la fine del tunnel. Le geniali riforme del governo Monti hanno lasciato il loro indelebile segno: decimata la spesa sociale, allontanato lo spettro della pensione per tutti gli italiani, finalmente sconfitta la “rigidità” del mercato del lavoro, con il capolavoro sull’articolo 18. Tutto ciò senza essere costretti a vessare con una patrimoniale i più ricchi.

E’ la vittoria dei “professori” , della loro visione della società e dell’economia italiana, affondata dal costo stratosferico di un wellfare anacronisticamente legato alla spesa pensionistica, alle garanzie sociali, ai diritti dei lavoratori, alle regole della democrazia.

E i dati confermano quanto sia illuminata quella visione. Infatti il mercato del lavoro in Italia è talmente rigido, che la stragrande maggioranza delle nuove assunzioni (oltre l’80% da fonti ministeriali) sono contratti precari, senza alcuna garanzia contro i licenziamenti, senza ferie, malattia e maternità. In compenso i salari dei lavoratori garantiti da un posto fisso, sono tra i più bassi in Europa.

Per i Professori il welfare italiano è troppo “costoso”e la loro trionfante analisi non si piega certo alla prosaica constatazione che da noi non esiste il reddito minimo di base, almeno metà dei lavoratori italiani non ha diritto all’indennità di disoccupazione, e che l’Italia spende meno della media europea in diversi settori del welfare: il 10% in meno per la sanità, il 61% in meno per la famiglia, il 75% in meno per la lotta alla povertà.

Poco importa se risulta, anche qui da fonti pubbliche, che in rapporto alla popolazione, l’Italia è seconda solo alla Germania per minor numero di dipendenti pubblici e che, secondo dati Ocse relativi al 2010, un italiano lavora in media più di 1700 ore l’anno, mentre un tedesco si ferma a 1.400 e un olandese a 1.337, i Professori, armati di forbici, avanzano sulla loro strada di austerità.

Ma sarebbe stato impossibile arrivare ai traguardi conseguiti da Monti, se l’esecutivo avesse perso tempo a tentare di dare ossigeno al sistema industriale italiano, comunque secondo in Europa solo a quello della Germania, magari sperando di invertire la tendenza di molti industriali nostrani a spostare energie dalla produzione di beni alla rendita finanziaria e immobiliare.

E non si sono distratti, i nostri Professori, ad immaginare un lavoro capace di essere più remunerativo, determinando una spinta in alto della domanda interna, ne’ a vaneggiare una possibile ridistribuzione del carico fiscale, o, peggio ancora, a fronteggiare la corruzione dilagante, vera radice della crescita della spesa pubblica (Corte dei conti ha calcolato che costa allo Stato 50 miliardi annui).

Monti non si distrarrà dal suo percorso e se per caso ciò avvenisse, si può confidare nel piglio vigile della maggioranza che sostiene il suo governo, che non gli permetterebbe di pensare diversamente da così. Monti è il lasciapassare per l’Europa del futuro, quella dell’economia dello spread, altro che fabbriche, campi da coltivare, cultura e ricerca!

Francesco Barigozzi, Cgil Ferrara

 

13 Commenti in: “Le geniali riforme del governo Monti”


  • Guybrush ha scritto il 10 agosto 2012 alle 3:56

    Che il governo monti voglia distruggere l’economia, svendere l’Italia, ridurre alla fame ed alla schiavitù la popolazione penso sia ormai davvero palese a tutti. Che sia arrivato dove è ora, con il sostegno di destra e sinistra, ecco, questo probabilmente a tante persone ancora non è molto chiaro.

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  • il Gianni ha scritto il 10 agosto 2012 alle 9:04

    Provi un po’ a leggere il delegato CGIL come nel Veneto stanno lavorando, istituzioni e sindacati per salvare le imprese. In Germania lo fecero già sei o sette anni fa. Monti sta facendo piangere i più deboli, ma non certo sindacalisti, politici e rappresentanti di associazioni di categorie. Tra questi non si è registrato nessun suicidio finora.

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  • Eve Libertine ha scritto il 10 agosto 2012 alle 9:21

    A me non è molto chiaro se lei,signor Guybrush,per “sinistra” intende il pd.Perché nel caso sono lievemente perplessa:il pd un partito di sinistra? mahhhhhhhhhhhhhhh

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  • autista ha scritto il 10 agosto 2012 alle 9:35

    Sono uno di quelli che la crisi non l’ha causata ma la sta solo pagando: ho un reddito da lavoro dipendente, il mio datore di lavoro nonchè sostituto di imposta mi trattiene tutte le tasse che deve e le versa ai vari istituti di competenza. non ho mai fatto un minuto di lavoro in nero, per mia fortuna sono costato pochissimo alla sanità, ho un mutuo, cambio auto quando serve, ho il telefonino di penultima generazione, faccio la spesa tutte le settimana, spendo quello che posso in giro per l’Italia quando sono in ferie, pago il telepass e la benzina, non ho aiuti per scuole materne, non costo un soldo al mio comune perchè ha anche smesso di asfaltarmi la strada e il marciapiede in cui abito, differenzio anche le briciole di pane, quando posso vado in bici per non inquinare. Ma qualcuno mi vuole spiegare perchè la crisi la devo pagare io??? Cosa ho sbagliato? Forse dovevo fare il politico e non l’autista, forse dovevo fare a meno di cercarmi un lavoro e farmi dare la casa dal comune?

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  • Purtroppo ha scritto il 10 agosto 2012 alle 10:22

    Sono purtroppo d’accordo con la lettera, a cui aggiungerei i salari dei lavoratori tra i più bassi d’Europa. Il purtroppo è motivato dal fatto che se l’analisi è giusta, nessuno ha veramente proposto la soluzione, solo demagogia e populismo da una parte oppure ricette unilaterali, tese a tutelare i propri spazi e interessi politici, sindacali, corporativi. Ognuno con la sua bandierina in mano, a cercare visibilità, mentre il Paese annaspa e la gente non capisce. Purtroppo in sindacato non fa eccezzione. Non è solo una occasione sprecata, è una tragedia nazionale. Purtroppo.

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  • schweppes ha scritto il 10 agosto 2012 alle 11:24

    ……come ho gia detto ” l’azienda Italia” sta per chiudere. Ora bisogna drenare il piu possibile soldi ai cittadini….per poi dire che è “colpa nostra” se l’economia crolla perchè non spendiamo piu’ neanche un soldo se non quello per lo stretto necessario per (soprav) vivere. Se crolla il turismo è colpa nostra perche non andiamo piu’ in ferie in localita di montagna o mare.Il problema è comunque nostro….ci lamentiamo e basta e LORO questo lo sanno! Per me è ora di una rivoluzione alla francese, in tutta europa, per defenestrare questa gente!

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  • Zio Ching. ha scritto il 10 agosto 2012 alle 12:23

    In Italia e’ piu’ facile partare in piazza migliaia di persone per un gay pride..o per festeggiare una vittoria della nazionale, piuttosto portarli per contestare una inesistente politica del lavoro, e una politica dello sviluppo economico che invece di sviluppare, induce alla delocalizzazione o alla chiusura di tante imprese. Se non ci sono imprese, non c’e’ lavoro, nemmeno per i sindacalisti. Le patrimoniali sono assurde non servono a nulla. come non servono gli aumenti delle imposte, perche’ restringono i consumi vanificando il balzello. E tengono lontani i grandi capitali. Devono trovare il modo di incentivare l’ingresso di capitale straniero e lo si fa riducendo le imposte e il carico burocratico che soffoca in partenza anche i piu’ temerari.
    Cosi’ non andiamo da nessuna parte. AUMENTANO LE TASSE RIDUCONO I CONSUMI, LE AZIENDE CHIUDONO, E LA GENTE NON LAVORA. Non mi sembra ci vogliano bocconiani per capirlo, avidentemente il disegno e’ molto diverso da quello che ci aspettiamo.

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  • frabari ha scritto il 10 agosto 2012 alle 13:48

    a “il Gianni”

    Se misuri i soggetti sociali a seconda dei suicidi, hai bisogno di uno psicoterapeuta. Prova a leggere tu i dati della mortalità delle imprese in Veneto. Il problema non sta più nella possibilità di un patto sociale tra imprese istituzioni e sindacati, bisogna cambiare alle radici le regole tra finanza ed economia reale, quella delle imprese che producono beni e servizi, e non debiti e crediti. Svegliati! Lascia alle spalle le vecchie categorie, l’idea delle caste. Chi ha inventato il concetto di “casta”, lo ha fatto per mantenere i poteri forti contro quelli deboli. Io sarei ben contento di appartenere alla casta di quelli che lavorano per demolire questo sistema.

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  • Zio Ching. ha scritto il 10 agosto 2012 alle 14:10

    Eve Libertine ha scritto il 10 agosto 2012 alle 9:21
    A me non è molto chiaro se lei,signor Guybrush,per “sinistra” intende il pd.Perché nel caso sono lievemente perplessa:il pd un partito di sinistra? mahhhhhhhhhhhhhhh

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    Capisco che quando la nave affonda anche i topi cerchino la via di fuga, pero’ se guarda bene nella compagine del pd trovera’ ex democristiani ed ex comunisti, (l’ex e’ tutto relativo) gli alleati del pd sono di chiara matrice dell’area di sinistra, gli elettori stessi del pd sono ex comunisti piu’ o meno moderati. Si eve per quanto lei sia livemente perplessa il pd senza ombra di dubbio di sinistra, una sinistra moderata ma sinistra. Se non si ricososce piu’ nella sua sinistra, e’ a causa delle continue mutazioni genetiche (e nomi) che la sua area politica ha adottato in questi anni nel tentativo di ripulirsi l’immagine di facciata.

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  • Guybrush ha scritto il 10 agosto 2012 alle 14:25

    Aggiungo la ciliegina sulla torta, non ben ancora pubblicizzata. Il governo ha pensato bene di aumentare DOMANI le accise sui carburanti. Si, si, proprio domani, che è sabato, quando alcune compagnie petrolifere effettuano sconti. Così i soldi risparmiati sullo sconto vanno a pagare gli straordinari di qualche politico… Si, si, proprio domani, vigilia della partenza di tutte le persone che si possono concedere solo qualche giorno di ferie (ed è già un lusso..) e quindi è previsto un aumento del consumo di carburante. Chissà se qualcuno ricorda il prelievo percentuale sui conti correnti fatto qualche anno fa dall’allora governo Amato, all’insaputa di tutti, meno che della casta che qualche giorno prima aveva lasciato in banca giusto qualche spicciolo. La storia si ripete…

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  • kalzett ha scritto il 10 agosto 2012 alle 16:09

    visto che alla CGIL non va mai bene niente,contesta tutto,ha sempre la soluzione a qualsiasi problema ecc. Ma perchè alle prossime elezioni non vi candidate come partito politico? avete centinaia di migliaia di tesserati(la maggior parte sono pensionati),probabilmente sareste uno dei partiti più votati.cosi’ dopo mettereste in atto tutte le vostre teorie e chissa’,forse potreste fare anche delle buone cose.mi sa invece che se continuate cosi’,tra pochi anni sarete presenti solo nel pubblico impiego.nelle fabbriche(quelle che rimarranno)non ci sarete più.non vi vogliono più.avete le porte che si stanno chiudendo.

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  • Antonio ha scritto il 11 agosto 2012 alle 2:08

    Somo di destra, di quella destra sociale che ha sempre detestato il capitalismo. E dico che Barigozzi ha ragione da vendere.
    Di destra e di sistra, con Monti finiremo male tutti (tranne le banche, i poteri forti, gli eurocrati e i loro amici).
    Basta con l’Europa dei banchieri e dei mercanti!
    Viva l’Europa dei popoli!

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  • michele ha scritto il 6 settembre 2012 alle 16:59

    questi bisogna mandarli ,tutti a casa.loro guadagnano milioni di euro e noi facciamo la fame chi dice che devono guadagnare tanto mettiamoli allo stesso livello degli operai,cosi brucerà il culo anche a loro.italiani sveglia al piu presto possibile faccimoci sentire nelle piazze questi altrimenti mangiano anche noi. sveglia presto sveglia presto

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