Storie di profughi, dalla Libia per morire sul letto di ospedale

Samuel aveva 32 anni. Gli amici chiedono di ridare il corpo alla famiglia

Samuel insieme ai compagni mentre segue una partita della MobytUn lungo viaggio dal Ghana alla Libia, dalla Libia all’Italia, per morire infine in un letto di ospedale a Ferrara. È la storia di Samuel Billy, profugo di appena trentadue anni sbarcato a Lampedusa poco più di un anno fa, preso in carico dai servizi sociali di Ferrara il 18 maggio 2011. Di mestiere faceva il muratore, e si era imbarcato verso l’Europa per trovare per sé e la sua famiglia un futuro migliore e diverso.

Stroncato da una grave malattia, ora i suoi amici – i compagni che hanno affrontato assieme a lui la traversata del Mediterraneo, imbarcati su una nave di cui ignoravano la destinazione – vorrebbero che la vedova e il figlio di otto anni potessero perlomeno seppellire la sua salma in patria, e piangere così il defunto capofamiglia.

“Quando siamo corsi sulla nave è stata una fuga per la vita – racconta uno dei  57 profughi ghanesi, arrivati a Ferrara assieme a Billy -. Cercavamo un futuro diverso, perché il mondo migliore a cui pensavamo mentre lavoravamo come immigrati in Libia non poteva più esistere”. Samule Billy avrebbe voluto portare i propri cari in Italia con sé, anche se questa sarebbe stata l’ultima conquista di un percorso difficile e lento.

La prima fondamentale tappa, per uscire dal limbo in cui condanna la condizione del profugo, sarebbe stata quella di ottenere il permesso di soggiorno, necessario per cercare e trovare da lavorare, inserirsi così nella società italiana. La trafila per arrivare a questa certificazione però è molto lunga: Billy aveva già provato a sottoporre la sua domanda all’attenzione della commissione nazionale per il diritto di asilo, ma non aveva trovato accoglimento. Si preparava dunque a ricorrere in appello, ma la malattia l’ha colto prima di poter conoscere la sua sorte civile.

A Ferrara aveva trovato accoglimento all’interno del progetto della cooperativa Camelot per i richiedenti asilo: alloggiava inizialmente presso la residenza Mamu di Pontelagoscuro, nell’ultimo periodo in un appartamento in centro, in via XX Settembre. Come tanti altri dei suoi connazionali, arrivati qui assieme a lui, passava il tempo in attesa di essere regolarizzato, cercava di darsi da fare e partecipare alla vita sociale della città: durante l’emergenza neve aveva aiutato a spalare le strade, faceva il tifo per la Mobyt durante le partite di basket organizzate in casa dalla formazione estense, si impegnava in un corso di lingua italiana e aveva intrapreso un percorso di formazione professionale al Cesta, per imparare il mestiere del meccanico.

Per il rimpatrio della sua salma si stanno organizzando in tanti e l’Ascaf – Associazione degli studenti del continente africano a Ferrara – sta cercando di coordinare gli sforzi. È stato già aperto un conto corrente per raccogliere i fondi per il trasporto, dove chiunque potrà effettuare una donazione. “L’operazione dovrebbe costare qualche migliaia di euro e chiediamo, affinché vada a buon fine, il sostegno di tutta la cittadinanza: privati ma anche altre realtà del terzo settore”, spiega il presidente di Ascaf, Domingo Djibril, specificando: “chi vuole contribuire dovrà fare riferimento al conto Emilbanca intestato all’Associazione degli studenti del continente africano a Ferrara, il cui Iban è: IT 68 5070 7213 0000 6000 0156 714. Sulla causale basterà scrivere: rimpatrio della salma del decujus Billy Samuel in Ghana”.

L’appello alle istituzioni è quello di “agevolare la trafila burocratica necessaria al rimpatrio, aiutare a compiere questo atto di rispetto nel modo più semplice e veloce possibile”.

Per la raccolta fondi verrà organizzata, nella giornata di sabato 18 agosto, una partita di calcio di beneficenza, alla quale chiunque potrà partecipare.

 

21 Commenti in: “Storie di profughi, dalla Libia per morire sul letto di ospedale”


  • Io sto con gli ippopotami ha scritto il 10 agosto 2012 alle 5:28

    L’articolo e’ molto particolareggiato, rispetto ad una realta’di cui conosco poco.
    Pero’ capisco che, nonostante le difficolta’ burocratiche per potere lavorare qui da noi, ci sono realta’ di associazioni che non lasciano sole queste persone e soprattutto, la volonta’ di supportarle.
    Non ho la minima idea del costo per rimpatriare una salma, devo andare in banca per pagare la rata condominiale, e contribuiro’.
    Il Ghana, un paese lontano e sconosciuto.

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  • marmotta ha scritto il 10 agosto 2012 alle 8:55

    MI dispiace tantissimo per questo ragazzo ma come il comune poi camelot han provveduto a lui nella permanenza a ferrara lo mandi come è giusto a casa sua,,,facciamo collette per pagare quel che gia paghiamo ??mi pare troppo ,,,,vorrei far notare che qua chi non ha i soldi per una copertura della tomba ,,tutto dimane così un ammasso di terra ,,noi non siam lontani dall africa,,

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  • angelo ha scritto il 10 agosto 2012 alle 9:15

    attraversare il mare per finire a ferrara certo non hanno torovato l`america  le mie care condeglianze 

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  • Io sto con gli ippopotami ha scritto il 10 agosto 2012 alle 11:51

    @marmotta
    E’ vero, quando e’ morta mia madre ho scelto la sepoltura piu’ economica, ho ottenuto la rateizzazione dall AMSEF in sei rate, aumentate a dieci attraverso la richiesta dei servizi sociali ma con l’aggiunta degli interessi. Volevo dare la copertura con la lastra di marmo, inizialmente, ma visto il costo della sepoltura, ho optato per il ‘quadro’ di marmo con la scritta del nome, i due cognomi e le due date.
    Ieri sera ho visto un’intervista, su La7 al proprietario del Billionaire
    Non ricordo il suo nome, ma mi sono resa conto ascoltandolo, che spesso c’e’ piu’ solidarieta’ tra persone che di soldi non ne hanno.

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  • Giovi ha scritto il 10 agosto 2012 alle 12:03

    @marmotta daccordo con ciò che scrivi. vi ricordate l’articolo in cui si parlava appunto del contributo abbastanza sostanzioso concesso alla Cooperativa che si occupa dei richiedenti asilo? Apppunto credo che debba essere proprio questa a pagare le spese di rimpatrio, infondo per questo ragazzo erano stati stanziati, come per gli altri, dei soldi. soldi che lui(e me ne duole veramente), non spenderà e che comunque sono già stati dati alla Cooperativa. Non faccio questo discorso per una questione di soldi, euro in più euro meno a sto punto non mi cambiano la vita, è solo una questione di giustizia e umanità. Poi se qualcuno vuole donare qualcosa di sua spontanea volontà anche per la famiglia, ben venga, ma chiedercelo così specie nel momento economico in cui ci troviamo, sapendo che i soldi ci sono, mi sembra illogico. Buona giornata.

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  • ippolix ha scritto il 10 agosto 2012 alle 14:13

    nessuno a obbligato i signori venire qui in italia! cosa credono di trovare qui??? 

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  • marmotta ha scritto il 10 agosto 2012 alle 14:26

    io ho solo detto che nn è vero che per queste persone nn si fa nulla o poco credo si faccia tanto ,chi desidera contribuire lo fa non sono certo io a ,dire no ,,,però ritengo che e ripeto comune e camelot come gli han offerto tutto da vivo lo possano fare ora per accompagnarlo a casa ,non so cosa centri il tizio del Billionarie ma senza nessuna remora che il partito di stramaggioranza che guida questa città ha di rimborso elettorali cifre tali che potevano anche non fare l ennesima colletta,,,tutto qua quando il pd colletta a me nonostante nn sia il caso mi fa sorridere,

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  • anam ha scritto il 10 agosto 2012 alle 14:27

    L’ASCAF????? ma cosa c’entra l’ascaf??? mi chiedo dove vadano realmente questi soldi dato che il rimpatrio della salma e le pratiche burocratiche sono di competenza dell’ambasciata ghanese!!!!!!
    Quali competenze e responsabilità ha quest’associazione che raccoglie fondi???

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  • Roberto-PolliciGiù ha scritto il 10 agosto 2012 alle 15:46

    Penso di aver già contribuito abbastanza con 2400€ di trattenute in busta paga.
    Io i ticket me li pago pure

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  • mala ha scritto il 10 agosto 2012 alle 16:33

    Il comune o la chiesa… loro come istituzioni li fan venire… se ne occupino che di riflesso paghiamo sempre noi… em son drè stufar come fan la colletta per il barcone quando son la sil la vol chin nin faga n’altra

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  • xs ha scritto il 10 agosto 2012 alle 18:14

    @mala:se l’ignoranza piegasse il ferro tu ci faresti i nodi

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  • xs ha scritto il 10 agosto 2012 alle 18:15

    @robertopollicigiù:potevi risparmiartela

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  • Roberto-PolliciGiù ha scritto il 10 agosto 2012 alle 18:52

    @XS: Quando contribuirai a mantenerli con il sudore della tua fronte poi ti stancherai pure tu. Fidat

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  • fuor ha scritto il 10 agosto 2012 alle 19:19

    Ecco ..i soliti. Ho conosciuto Samuel Billy, lui in Italia ci è arrivato per caso spinto su un barcone dalla guerra  e dagli sgherri di un dittatore che fino a qualche anno fa ospitavamo bloccando mezza Roma e al quale abbiamo ripetutamente baciato la mano. Almeno davanti alla morte si taccia per un po’ e rimandiamo le nostre “angosce” ad un altro giorno. Addio Billy.

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  • marmotta ha scritto il 10 agosto 2012 alle 20:11

    ma si sarebbe taciuto ,nessuno avrebbe parlato,,,io poi vorrei dire che quel mi fa sorridere nn è per questo ragazzo ci mancherebbe pure ,è per il modo,,,da vivo si da morto no ??mi sembra li il problema e la chiudo qui,,,

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  • Maxximo ha scritto il 10 agosto 2012 alle 21:29

    Silenzio.

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  • lamico ha scritto il 11 agosto 2012 alle 11:09

    sono d’accordo con te Giovi, per quanto riguarda l’A.S.C.A.F dalla mia esperienza personale , posso assicurare che sono ragazzi serie e che quei soldi serviranno davvero per il rimpatrio della Salma oppure mandati alla famiglia per il funerale….
    Che fine tragica??? Contribuirò però vorrei chiedere a quella Associazione di farci il resoconto dopo altrimenti non lo farò mai più…
    e smettete di dire cavolate…qua si parla della vita di un essere umano….qualcuno sa di che cosa è morto???? 

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  • et in arkadia ego ha scritto il 11 agosto 2012 alle 14:40

    Storie di emigrazione, Come Foscolo “Sento gli avversi numi, e le secrete
    cure che al viver tuo furon tempesta,
    e prego anch’io nel tuo porto quïete”..
    Ma ogni tentazione di speculazione ipocrita e buonista non deve essere complice della politica..

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  • PELLISCIUTTI ha scritto il 12 agosto 2012 alle 11:22

    I FERRARESI FANNO SEMPRE PIU SCHIFO , RAZZISTI , BIGOTTI  E PURE SFIGATI ( BASTA GUARDARE IL PAESONE :CASSAINTEGRAZIONE , DISOCCUPAZIONE , SOTTOSVILUPPO ). MA TENETEVI IL VOSTRO PAESUCOLO PUZZOLENTINO . CONTADINI SIETE , LA VANGA LA VOSTRA PENNA…….

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