Migliaro. Un vasto incendio, sulla cui origine, se dolosa o accidentale, stanno conducendo indagini i carabinieri della compagnia di Portomaggiore e i vigili del fuoco, si è sprigionato dopo le 18 a Migliaro, lungo via Travaglio, in aperta campagna. Le fiamme hanno interessato tre capannoni, in due – sul fronte strada – vi erano contenuti tonnellate di vegetali tra foraggio e paglia, nell’altro – che dà sul retro, con il tetto ricoperto di eternit – un particolare compresso di plastica triturata chiamato pulper. I capannoni hanno diverse proprietà. Il rogo ha dato origine ad un alta colonna di fumo nero, visibile a parecchi chilometri di distanza. Sul posto, oltre ai sindaci di Migliaro e Migliarino, anche i tecnici dell’Arpa che effettueranno le opportune verifiche su di un eventuale rischio di inquinamento ambientale. Nel frattempo, per questioni di sicurezza e per consentire alle tre squadre di vigili del fuoco presenti sul posto, unitamente a mezzi di supporto, coordinati dal comandante provinciale, il sindaco Marco Roverati ha deciso di chiudere il tratto di via Travaglio tra il ponte sulla provinciale 68 e l’inizio dell’abitato di Migliaro, dove insiste il rogo. Al momento il vento spinge il fumo in aperta campagna e quindi non si è reso necessario far spostare le famiglie che vivono nelle case vicine all’area interessata dall’incendio. “Se cambierà direzione nella notte – avverte però l’assessore provinciale alla Protezione civile Stefano Calderoni, portatosi immediatamente sul posto – potrebbe rendersi necessario procedere ad alcune evacuazioni”.
Si è dovuto invece interrompere una linea dell’alta tensione della corrente elettrica che passa proprio sopra uno dei magazzini che sta bruciando. Un rogo che potrà essere domato e poi spento solo tra alcuni giorni. “Ora l’obiettivo è circoscriverlo – prosegue Calderoni -, per evitare principalmente il rischio di propagazione ai campi vicini coltivati a mais, che, vista la siccità, diventerebbero facilmente preda delle fiamme”. Nelle vicinanze, inoltre, insiste un altro deposito di pulper di 20mila tonnellate. “Al momento però il materiale, scoperto, si trova a distanza di sicurezza”, assicura l’assessore.
Al momento non è ancora possibile quantificare i danni. Per l’azienda proprietaria dei due capannoni che danno sul fronte strada, una ditta veneta, si parla almeno di decine di migliaia di euro. Il terzo risulta abbandonato. Dopo il fallimento dell’azienda il pulper è rimasto accatastato fin dagli anni ’90. Circa metà del materiale era stato rimosso da Area. Per l’altra metà le autorità preposte stavano cercando di provvedere proprio in queste settimane.
Per quanto riguarda il rischio inquinamento ambientale, è attiva la centralina Arpa di Gherardi, che sta monitorando l’aria circostante. Sono al lavoro anche i tecnici dell’agenzia regionale per effettuare campionamenti sul posto.
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