Decreto terremoto, il 95% dei fondi all’Emilia

Alle imprese contributo per la ricostruzione o ristrutturazione fino all’80% del costo

(foto di Matilde Morselli)

Il presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti ha approvato, di concerto con il Ministero dell’Economia, il decreto che istituisce il Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate colpite dal sisma dello scorso 20 e 29 maggio. Su proposta dei presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, il Presidente del Consiglio stabilisce la ripartizione dei fondi fra le Regioni sulla base dei danni finora riscontrati.

Per il 2012 le risorse del fondo sono così ripartite: 95% in favore della Regione Emilia Romagna, 4% in favore della Regione Lombardia, 1% in favore della Regione Veneto. Per quanto riguarda gli anni successivi, 2013 e 2014, la ripartizione dei fondi sarà rideterminata dopo la definitiva valutazione dei danni da parte delle Regioni interessate anche eventualmente con conguaglio della quota per il 2012. Per garantire la parità di trattamento tra i soggetti danneggiati, alla luce delle risorse disponibili, si riconosce ai proprietari degli immobili in cui era presente l’abitazione principale un contributo per la ricostruzione o ristrutturazione fino all’80% del costo sostenuto e riconosciuto per effettuare i lavori.

Ai titolari di attività produttive viene riconosciuto invece un contributo per la ricostruzione o ristrutturazione degli immobili destinati ad uso produttivo e degli impianti fino all’80% del costo sostenuto e riconosciuto per effettuare i lavori.

I contributi saranno erogati per un periodo di quattro anni dal momento del riconoscimento del contributo stesso. Il fondo verrà alimentato dalle risorse derivanti dall’aumento delle accise, per un limite di 500 milioni di euro; dal Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea; dalle somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e dei movimenti politici (per 91 milioni di euro). Inoltre per il 2013 e 2014 il fondo sarà alimentato per un miliardo di euro l’anno per complessivi 2 miliardi attraverso la riduzione delle principali voci della pubblica amministrazione.

 

8 Commenti in: “Decreto terremoto, il 95% dei fondi all’Emilia”


  • Cristiana ha scritto il 5 luglio 2012 alle 17:42

    Per favore potete pubblicare anche il testo del Decreto. Grazie

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  • Massimo Desiderà ha scritto il 5 luglio 2012 alle 20:03

    E’ stato approvato oggi, ancora non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
    Qui trovi la nota stampa della Presidenza del Consiglio:
    http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=68628
    Ciao

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  • Rodolfo Sani ha scritto il 6 luglio 2012 alle 11:18

    L’ottantapercento? E per quale motivo l’ottantapercento??? A L’Aquila lo Stato è intervenuto a copertura del centopercento dei danni. Dopo 90 giorni da quel terribile 6 aprile, fu emessa un’ordinanza dal Presidente del Consiglio (la numero 3790 visibile al link http://www.protezionecivile.gov.it/cms/attach/editor/copy_1_copy_0_opcm_3790_sisma_abruzzo.pdf) che disciplinava le modalità di ricostruzione e di finanziamento dei lavori al 100%. Prima che i “soliti” detrattori disfattisti si spertichino ad urlare che erano tutte balle, posso portare la testimonianza di una coppia di amici dell’Aquila (non berlusconiani, quindi al di sopra di ogni sospetto) che hanno avuto la casa risistemata a costo ZERO.
    Mi auguro – come già ebbi modo di dire pubblicamente all’On. Bratti e al Sen. Balboni – che tutti i parlamentari emiliani si attivino presso le sedi competenti per ottenere, a fabore dei cittadini colpiti dal terremoto del 20 e del 29 maggio 2012, lo stesso trattamento riservato (segue…)

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  • Rodolfo Sani ha scritto il 6 luglio 2012 alle 11:26

    (…segue) ai concittadini abruzzesi nel 2009.
    Il Governatore Errani e TUTTI i sindaci dei comuni del “cratere” hanno il dovere di ottenere per gli emiliani (ma non scordiamoci dei mantovani e rodigini coinvolti anch’essi) un trattamento equo ed onorevole e, soprattutto, paritario. Mi meraviglio e mi preoccupa molto che, a distanza di quarantotto ore dalla “sparata” di Monti per l’80%, non si siano ancora levate le proteste dei nostri rappresentanti istituzionali. Ricordo loro, fra le altre cose, che qualche giorno fa il parlamento ha approvato l’ennesimo finanziamento post-terremoto per i terremotati dell’Irpinia. Il terremoto dell’Irpinia è stato TRENTADUE anni fa… e ancora lo Stato rifonde danni. Quelli (probabilmente non i comuni cittadini, però…) hanno ottenuto un finanziamento del danno ben superiore al 100%. Per quale motivo noi dovremmo ripagare le nostre case e le nostre aziende per un altro quinto rispetto a quanto abbiamo già fatto?

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  • Rodolfo Sani ha scritto il 6 luglio 2012 alle 11:33

    Altra piccola considerazione: ma perchè il governo ha deciso di “coprire” solo l’80% di una cifra che non sa ancora quale sia,…. visto che NESSUNO, è ancora riuscito ad avere uno straccio di dato certo dei danni? Attendano almeno di quantificare i danni, prima di dirci che non ce ne rifonderanno il 20%… Sbaglio?

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  • Fede ha scritto il 6 luglio 2012 alle 13:18

    intanto vediamo se quel 95% ci arriva in 4 anni e soprattutto se arriva…mi pare di aver capito che i terremotati dell’Aquila abbiano visto poco e nient di quello che era stato stanziato per loro…e così quelli del Friuli… Secondo punto…Ma perchè trovare questi soldi con l’aumento delle accise??? Non basterebbe ridurre lo stipendo e dimezzare le agevolazioni ad ogni persona che lavora in politica???? sempre noi, gente modesta, dobbiamo “raschiare il fondo” per tirarci su. BASTA!!

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  • Max, il vecchio Max ha scritto il 6 luglio 2012 alle 13:48

    @Rodolfo Sani: per la nostra casa ho già ricevuto la visita “speditiva” e il sopralluogo tecnico con il verbale AeDES. Quindi ora devo incaricare un perito per la valutazione dei danni e far redigere il preventivo dei lavori. Naturalmente sto attendendo che la terra sia meno ballerina e sembra, ripeto SEMBRA, che le scosse stiano scemando come intensità e frequenza. Chiaramente la spada di Damocle é sempre sulla nostra testa ma speriamo bene. Tornando al punto, una volta ottenuta perizia e preventivo segnalerò al Comune l’inizio lavori e provvederò alla loro realizzazione tramite impresa edile con relativa fatturazione. Contemporaneamente mi attiverò presso il Comune, unica interfaccia per i privati rispetto alla Regione, al fine di chiedere la sovvenzione per il ripristino dei luoghi. Poi dovrò chiaramente pagare io perito e impresa, sperando che mi venga rimborsato almeno l’80% di quanto speso. Io, comunque, la casa l’avrei messa a posto quindi meglio l’80% che niente.

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  • Rodolfo Sani ha scritto il 7 luglio 2012 alle 19:50

    @FEDE Ai terremotati dell’Aquila e’ arrivato tutto. Solo parte del patrimonio pubblico e i palazzi sottoposti a vincolo di varie sovrintendenze rimangono da sistemare per blocchi burocratici. I privati si sono visti rimborsare addirittura sino a 10mila euro per nucleo famigliare a risarcimento dei danni ai propri effetti personali (mobili, elettrodomestici, ecc.). Come dicevo, ho amici aquilani che me lo hanno testimoniato. Se vuole altre notizie (reali, non chiacchiere) vada al sito http://www.6aprile.it
    @MAX L’80% e’ meglio di niente, ma non vedo perche’ noi dobbiamo subire quando altri, nelle nostre condizioni, hanno avuto un’attenzione maggiore da parte dello Stato. Questo e’ il momento in cui i nostri sindaci, parlamentari e consiglieri regionali possono dimostrare di meritare gli stipendi che prendono.

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