Lettere al Direttore
6 Febbraio 2010

Tavolazzi: non insulti, solo opposizione

di Redazione | 3 min

I giornali riferiscono dello scontro avvenuto in consiglio comunale tra il sottoscritto ed il sindaco. In particolare che il capogruppo del Pd Simone Merli ha esibito in aula, durante il consiglio del 5.2.10, un dossier dichiarando che il medesimo contiene “22 pagine di insulti di Tavolazzi e esponenti della sua lista civica a sindaco, assessori, consiglieri e non solo”.

Quanto dichiarato da Merli, con riferimento alla mia persona (altri si difenderanno da soli), è falso ed infondato, dunque calunnioso, e valuterò se offrirgli l’opportunità di dimostrare quanto afferma in altra sede. Posso dire in tutta coscienza di non aver mai insultato alcuno né verbalmente, né in forma scritta. E quando da parte mia la vis polemica ha raggiunto toni taglienti, mai offensivi, è accaduto sempre e solo in replica ad attacchi personali ricevuti.

Il sindaco Tiziano Tagliani mi ha accusato di ritenerlo un “utile idiota” e un “disonesto”. Inoltre mi attribuisce la “non legittimazione” della sua elezione a sindaco. Tali accuse sono false, infondate e calunniose. Non sono mai state da me proferite, né scritte. Egli trae spunto, per le sue accuse, da una mia riflessione politica, espressa in forma scritta, che a Ferrara non sarebbe mai diventato sindaco un ex democristiano senza il consenso di Hera. E’ palese che tale considerazione prescinde dalla persona Tagliani e vale in astratto chiunque sia l’ex democristiano diventato sindaco.

La riflessione politica si basa sul presupposto che Hera abbia nella nostra città un peso politico elevato, direi uno strapotere, che va oltre l’erogazione di servizi pubblici. L’azienda fa e disfa a suo piacimento (laboratorio di Ponte, Sot, riorganizzazione dei servizi), applica tariffe tra le più alte in regione, fa causa a Comune e Provincia per bruciare più rifiuti ed importarli da fuori Ferrara, finanzia iniziative di intrattenimento del Comune, distribuisce poltrone ad alti esponenti del Pd ferrarese (una per tutte quella dell’amministratore delegato Maurizio Chiarini, ex assessore di Soffritti, ex candidato sindaco in pectore, poi silurato). In tale contesto l’interruzione della sessantenne dinastia di sindaci “comunisti” a Ferrara con uno ex democristiano, non può che rientrare, per Ppf, in un disegno politico del Pd, condiviso ed appoggiato da Hera.

La persona Tiziano Tagliani non c’entra nulla con tale valutazione, né gli insulti che egli ingiustamente mi attribuisce: “utile idiota e disonesto”. Al contrario mi offende la sua scomposta, immotivata e calunniosa reazione. Altro è la critica che noi facciamo al sindaco ed al Pd. Riteniamo che egli e la sua maggioranza stiano governando male la città, giudizio confermato dalle scelte fatte in pochi mesi (svendita reti gas, acquisto area inquinata ex Camilli, bilancio 2010).

Circa la legittimità, che egli ritiene da noi non riconosciuta, della sua figura di sindaco, nulla da eccepire sul piano normativo. Ppf rileva solo che dal punto di vista politico questo sindaco, per la prima volta a Ferrara, è stato eletto con il consenso di un terzo degli elettori, dopo aver perso 10 mila voti rispetto al 2004. Richiamiamo pertanto Tiziano Tagliani ad essere il sindaco di tutti, anche degli altri due terzi che non lo hanno votato, ascoltando i gruppi di opposizione con vera disponibilità.

Ppf continuerà a non insultare, ma a fare opposizione dura, persistente, costruttiva, senza richiedere bollini di qualità da maggioranza o opposizione e senza temere alcun isolamento. Per cinque anni il “fiato sul collo” sarà garantito.

Valentino Tavolazzi, consigliere comunale Ppf   

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