Alcune scelte talvolta sono obbligate. Non è il caso della scelta di Tagliani e della sua Giunta di esternalizzare due nidi e due materne.
Il Sindaco ci racconta che l’obbligo deriverebbe dai vincoli sulle percentuali di spesa (per cui il rapporto fra spesa corrente e spesa per il personale dovrebbe essere del 40%) e che pertanto l’unica soluzione per garantire il servizio sarebbe darlo in mano ai privati.
In realtà non è così.
Non lo era a metà gennaio, quando Tagliani fece la conferenza stampa presentando questa scelta: il governo aveva già innalzato il rapporto richiesto dal patto di stabilità al 50% (permettendo quindi ulteriori assunzioni rispetto a quelle già esistenti) ed inoltre come aveva stabilito la Corte dei Conti e come ci diceva l’esperienza dei Comuni di Modena e di Bologna, era possibile derogare al patto di stabilità qualora il personale svolga servizi “infungibili ed essenziali”.
Ma lo è ancora meno oggi, dopo che un emendamento al “Milleproroghe” che stabiliva la deroga ai vincoli del patto di stabilità per le assunzioni a tempo determinato per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia dei Comuni, è stato approvato in commissione Bilancio, fatto proprio dai relatori e che quindi – salvo sorprese – diventerà legge. Ironia vuole che l’emendamento fosse presentato proprio dal partito del sindaco Tagliani e dell’assessore al bilancio Marattin, vale a dire il Pd.
La scelta è politica. Il Sindaco, la Giunta e la maggioranza che li sostiene con il pubblico avvallo dell’opposizione di destra, invece di potenziare un servizio pubblico e di eccellenza preferiscono fare un regalo alle cooperative, ma non certo ai lavoratori ed alle lavoratrici. Scegliere di esternalizzare servizi così importanti significa aumentarne il costo per la collettività, rischiando di disperdere competenze e professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici, nonché frustrarne le giuste aspettative peggiorandone le condizioni contrattuali. Non ignoriamo, inoltre, che lavoratrici e lavoratori assunti dalle cooperative hanno un trattamento economico ben diverso da quello di chi fa il medesimo lavoro nel pubblico impiego, e si trova spesso ad avere i medesimi contratti a tempo determinato che dice Tagliani di evitare nella pubblica amministrazione per risparmiare – con un po’ troppo paternalismo – “illusioni” ai lavoratori.
Rifondazione Comunista coerente con la propria politica di sostegno e rilancio della scuola pubblica appoggia la campagna di raccolta firme promossa dalla Funzione Pubblica di Cgil Cisl e Uil supportando qualunque forma di lotta da parte delle lavoratrici, dei lavoratori e dei genitori.
Circolo PRC “Rosa Luxemburg” – Ferrara
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