Ambulanti in piazza, “il mercato non può morire”
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”
Sugli striscioni esposti dagli oltre sessanta operatori partecipanti si leggeva: “Lavorare è un diritto”, “350 lavoratori sospesi”, “Il mercato non può morire” e “Il mercato cuore della città”
Quasi un anno di agonia dopo una violenta aggressione domestica, poi il buio. Se n'è andato così un 83enne ferrarese, gravemente ferito dopo le botte rifilategli dal nipote che, inizialmente accusato di lesioni personali aggravate, ora rischia l'imputazione per omicidio, verosimilmente preterintenzionale
La Procura di Ferrara ha formulato richiesta di rinvio a giudizio per 124 pazienti no vax delle dottoresse Chiara Compagno e Marcella Gennari, anche loro - così come quest'ultime due - coinvolti nell'inchiesta relative ai finti vaccini contro il Covid-19 per ottenere il Green Pass
Si va verso una richiesta di archiviazione per la morte del 36enne di nazionalità nigeriana che, durante la serata del 9 settembre 2022, intorno alle 18.30, era morto dopo aver accusato un malore improvviso in via delle Canove, vicino alla Coop di Argenta, mentre stava andando a lavorare in sella alla propria bicicletta
Prefetture, Ispra ed enti locali avviano una strategia condivisa e strutturale per contrastare la grave erosione costiera tra Lido di Spina e Foce Reno, che minaccia ambiente, infrastrutture e centri abitati
Lido di Spina. Il tribunale ha fissato l’udienza preliminare per le quattro persone indagate lo scorso giugno per il progetto di urbanizzazione della pineta del Lido di Spina, tra le vie Giotto e Cimabue (vai all’articolo). Il progetto prevedeva la costruzione di una residenza alberghiera composta da 89 appartamenti, con tanto di piscina e servizi annessi, da realizzarsi attraverso l’abbattimento di 40 pini e 5 querce. I lavori vennero iniziati con l’abbattimento di 17 alberi. Poi tutto si fermò con l’intervento dell’autorità giudiziaria.
La procura di Ferrara chiede il processo per l’imprenditore Sergio Vitali, legale rappresentante della Villaggio dei Pittori srl e titolare del permesso di costruire; Manlio Carli, all’epoca dirigente del settore Urbanistica del Comune di Comacchio, preposto al rilascio dl permesso di costruire; il direttore dei lavori Leonardo Mari e il presidente dell’azienda esecutrice dei lavori (la Par.Co) Roberto Pennini.
Secondo le indagini i quattro sarebbero responsabili della violazione della Legge Galasso sui vincoli paesaggistici, per aver eseguito (o consentito l’esecuzione) i lavori su beni paesaggistici senza la prescritta autorizzazione. E questo in base a un permesso illegittimo, dal momento che l’area era sottoposta a tutela dal Piano territoriale di coordinamento provinciale.
Con tale condotta, secondo il pm, i quattro imputati avrebbero alterato le bellezze naturali del luogo. Per Carli il sostituto procuratore ravvisa anche un abuso di ufficio perché, nella sua veste di pubblico ufficiale, rilasciando il permesso contestato, avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Vitali, proprietario dell’area.
Secondo le difese Provincia, Regione e Sovrintendenza avevano già svincolato l’area in questione dai vincoli paesaggistici, tanto che il permesso di costruire sarebbe stato dato regolarmente e si iniziò ad abbattere 17 dei 40 pini secolari previsti dal progetto. Per la Procura invece l’area sarebbe stata ancora vincolata e le indagini della Finanza e le consulenze avrebbero ravvisato un tentativo di abuso edilizio.
L’udienza preliminare che deciderà tra queste opposte versioni è fissata per il 14 marzo, ore 9, in tribunale a Ferrara. Nel procedimento è parte offesa il circolo del delta di Legambiente, assistito dall’avvocato David Zanforlini.
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