Cronaca
27 Dicembre 2011
Aveva seminato il panico a Pontelagoscuro con una serie di colpi messi a segno ai danni di anziane signore

Scippatore seriale in trappola

di Redazione | 3 min

Aveva seminato il panico a Pontelagoscuro compiendo una serie di scippi, furti e rapine, quasi tutti ai danni di signore anziane. I carabinieri della Stazione di Pontelagoscuro sono riusciti a individuare il presunto ‘scippatore seriale’ la vigilia di Natale in via della Miniera, alle 14.30, grazie a una segnalazione anonima e al successivo riconoscimento del malvivente da parte di cinque vittime. Si tratta di un cittadino tunisino, il 34enne B.A., per il quale i militari dell’Arma hanno proceduto al fermo.

Gli episodi hanno avuto inizio già i primi giorni di dicembre, nel centro di Pontelagoscuro, tra le vie Savonuzzi e della Pace. Episodi anomali, in quanto in quelle zone del centro non era mai accaduto nulla, tanto che i controlli delle forze dell’ordine risultavano per questo motivo alquanto sporadici. Ai carabinieri erano giunte dapprima segnalazioni telefoniche da parte di donne anziane che, dopo aver lasciato la porta di casa aperta per portare i rifiuti nei cassonetti, rientrando avevano trovato una persona nell’abitazione. In quell’occasione l’uomo era fuggito in seguito alle urla delle possibili vittime, ma nei giorni successivi si sono verificati furti nelle abitazioni, nei garage e nelle auto in sosta. La descrizione del malvivente riguardava una persona di colore, probabilmente la stessa che in seguito ha cambiato modalità nel mettere a segno i colpi. Dal 10 dicembre in poi sono iniziati infatti gli scippi, con la frequenza di uno al giorno e in orario serale. In tutto una quindicina di episodi, durante i quali venivano sottratte borse o portafogli. In un paio di casi le vittime, che tentavano di resistere, sono state trascinate sull’asfalto o spinte riportando qualche ferita.

La descrizione risultava essere sempre la stessa e i carabinieri, che nel frattempo avevano intensificato i controlli, sospettavano che l’autore dei reati abitasse a Pontelagoscuro, dato che dopo ogni colpo riusciva a dileguarsi rapidamente. I militari hanno dunque chiesto la collaborazione dei cittadini e, in particolare, dei gestori di esercizi pubblici, affinché segnalassero persone sospette che potevano corrispondere alla descrizione. Segnalazione che è giunta la vigilia di Natale, quando un cittadino che ha voluto mantenere l’anonimato ha notato una persona di origine nordafricana, con berretto e tuta da ginnastica, aggirarsi con fare sospetto in via della Miniera, dove poi i carabinieri si sono portati per procedere al controllo.

Dal controllo è emersa subito la corrispondenza a quanto descritto dalla numerose vittime nelle denunce, compreso il fatto che l’autore degli scippi e delle rapine non conoscesse la lingua italiana. I sospetti sono tali che a quel punto che si è deciso di condurlo in caserma per gli ulteriori accertamenti del caso. Si sono quindi convocate le vittime degli ultimi sei episodi criminali le quali, una dopo l’altra, hanno confermato che si trattava dello stesso autore dei fatti che le hanno viste, loro malgrado, protagoniste.

Una volta riconosciuto dalle vittime i carabinieri hanno proceduto alla sua compiuta identificazione, con perquisizioni alla persona e all’abitazione del fratello, dove risultava essere ospitato. Il fratello, regolarmente residente in italia, con grande senso civico si è immediatamente messo a disposizione dei militari collaborando alla ricostruzione dell’accaduto. Vistosi smascherato anche dal riconoscimento che avevano effettuato le vittime, B.A. avrebbe la propria responsabilità in merito ai sei episodi incriminati, incoraggiato a farlo anche dal fratello.

E’ stato quindi contattato il pubblico ministero di turno e disposto l’accompagnamento del tunisino presso la casa circondariale, sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Una misura applicabile quando a carico di un soggetto esistono gravi indizi e vi sia il pericolo che lo stesso si dia alla fuga. Proprio il 24 dicembre, infatti, il 34enne avrebbe fatto il biglietto per tornare in Tunisia, così come ammesso da entrambi i fratelli, un viaggio che gli avrebbe consentito di ritrovare la propria fidanzata, per sentire la quale, a suo dire, aveva commesso i reati. I soldi provento degli scippi e delle rapine infatti, così come uno dei cellulari sottratti alle vittime, sarebbero stati utilizzati per acquistare schede telefoniche.

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