Portomaggiore
22 Dicembre 2011
A processo il portuense che fece fuoco con un fucile e ferì un uomo

Sparò all’intruso, per il pm è tentato omicidio

di Marco Zavagli | 2 min

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Portomaggiore. Si è aperto il dibattimento del processo che vede imputato per tentato omicidio Daniele Bianchetti, l’uomo di 57 anni che nella notte tra il 14 e il 15 giugno sparò con un fucile da caccia contro Marian Popescu, 30enne romeno, ferendolo con un colpo di fucile.

Il proiettile trapassò la mano e l’addome, ferendo in modo grave il 30enne che venne soccorso, intorno alle 4 di notte, dall’ambulanza che lo portò urgentemente al S.Anna di Ferrara dove fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ancora oggi Popescu risente di quella ferita e si deve sottoporre alle cure del Centro di chirurgia della mano di Modena per evitare l’amputazione di una falange.

Secondo quanto raccontato in sede di indagini, Bianchetti, residente in via Linaroli (difeso dall’avvocato Fabio Anselmo), avrebbe agito in preda al timore di un furto. Dopo aver visto avvicinarsi con atteggiamento sospetto due persone, imbracciò un fucile che teneva in casa e fece fuoco dalla finestra del bagno. Il proiettile non doveva essere diretto verso gli intrusi, ma al momento dello sparo l’uomo inciampò e il colpo partì.

Una versione alla quale non crede l’accusa, sostenuta dalla pm Patrizia Castaldini, e nemmeno la persona offesa, costituitasi parte civile attraverso l’avvocato Giampaolo Remondi. Secondo loro il gesto fu intenzionale.

Il tribunale collegiale ieri ha ammesso le prove delle parti (fatta eccezione per alcune richieste della difesa “volte a esplorare l’attività passata di Popescu in merito alla commissione di furti nei dintorni del luogo del presunto reato”) e ha rinviato le parti a metà gennaio, quando verranno sentiti i primi testimoni del pm.

In tutto, tra accusa e difesa, sono una quarantina i testi chiamati a decifrare i contorni, per certi versi ancora oscuri, di quella notte. Tra questi i carabinieri che intervenirono dopo l’allarme e i Ris di Parma che esaminarono i reperti.

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