Lettere al Direttore
24 Agosto 2011

Dall’evasione fiscale alla riforma del condominio

di Redazione | 3 min

E perché non si parte dalle cose semplici e attuabili da subito?

Tre sono i termini più ricorrenti in questa  soffocante estate 2011 da cui in tanti traggono bruttissimi segnali per l’autunno, soprattutto sul fronte occupazione, giovanile e non:  debito pubblico – recessione e, appunto,   disoccupazione. E tra gli strumenti per contrastare il peggioramento della situazione e provare a risalire la china,  non manca la solita, ricorrente promessa di “guerra totale” all’evasione fiscale.

Prendendo allora spunto dall’accorato appello del Presidente della Repubblica all’inaugurazione del “Meeting dell’Amicizia” di Rimini,  proviamo, con modestia e  in ottica “glocale”, a rilanciare una proposta, in attesa di approvazione in Parlamento da oltre …10 anni.

Una proposta che, se approvata, contribuirebbe da subito a dare risposte positive per limitare i danni che quei tre terribili termini causano e che occupano le pagine di tutti gli organi d’informazione. Ci riferiamo alla RIFORMA DEL CONDOMINIO.

Il Sole 24 Ore del 5 Luglio 2010 denunciava che ben 4 condomini su 10 – con pochissima differenza percentuale tra molte province del Nord e del Centro-Sud e Isole – sono fuori legge, per omessa presentazione a fine anno del Mod. 770. E dai dati dello stesso quotidiano emergeva inconfutabilmente che ben 277.320  Amministratori in Italia amministrano solo un condominio, quello in cui abitano probabilmente, dove la  percentuale di non presentazione del Mod. 770  arriva all’84,5%. E tutto questo senza considerare i condomini totalmente sconosciuti al fisco, perché privi di codice fiscale.

Sulla scorta di questi semplicissimi dati, dividendo 277.320 per 20, un numero congruo di condomini da attribuire ad ogni nuovo Amministratore (anche tra coloro che oggi si auto-amministrano e che volessero svolgere, seriamente e nel rispetto delle leggi, l’attività) non solo si avrebbero – subito – 13.866 opportunità professionali di lavoro, dal Trentino fino in Sicilia ma, stimando una media di 10.000,00 euro l’anno di spese di gestione per ogni condominio, si avrebbe l’emersione di un ‘tesoretto’ pari a €  2.773.200.000,00 da cui, solo di evasione IVA, si recupererebbero, subito, € 554.640.000,00. E senza considerare quanto si aggiungerebbe dagli ulteriori recuperi dall’evasione contributiva: Inps – Inail,  più Irpef e Irpeg.

Sono pochi rispetto alle attese e al fabbisogni della manovra che il Parlamento si accinge a discutere? Può darsi, ma  queste cifre sono certe e ripetitive ogni anno e in più consentirebbero (cosa non da poco)  quella equità fiscale – tra soggetti della stessa categoria contributiva  –  che vede da anni concretizzato il paradosso  che gli inquilini di Edilizia Residenziale Pubblica, che vivono in condominii formati anche da alloggi divenuti proprietà privata, sono obbligati al rispetto delle leggi, mentre in moltissimi condominii, formati esclusivamente da proprietari – non esistendo controlli in merito – possono, come dimostrava il servizio del Sole 24 Ore citato, aggirare impunemente  il fisco ed altri adempimenti.

Dr. Luigi A. Ciannilli, presidente CONF.A.I./Unioncasa – partner INTESACONDOMINIO- Confesercenti Ferrara

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