Lettere al Direttore
26 Giugno 2011

Rca, Calderoni e Zanni rispondono a Cisl

di Redazione | 3 min

In questi giorni si è detto tutto è il contrario di tutto.
C’è chi ha parlato di recuperare risorse attraverso il taglio degli sprechi dell’ente (ricordiamo che centro studi Uil ritiene la nostra provincia la seconda più virtuosa della regione), chi di inganno, finanche a tirare in ballo l’etica della coerenza.
Noi personalmente riteniamo che la preoccupazioni siano legittime ma certamente alimentate, almeno in parte, da un utilizzo strumentale delle notizie.
E ci colpisce che la Cisl, sindacato da sempre attento, citi le cifre impropriamente.
Purtroppo questi sono stati per la nostra scuola anni drammatici, non solo il governo ha cancellato i 250 milioni di euro del triennio 2007/09 per l’edilizia scolastica, ha tagliato pensantemente gli organici (è di oggi l’ennesima denuncia della Flc Cgil) ma ha pensato bene di aumentare l’affollamento delle aule che porterà ad aver classi da 30/32 studenti.
Chiediamo alla Cisl e a tutti coloro che hanno a cuore il sistema formativo del nostro territorio se possiamo immaginare di poter “stipare come topi” gli studenti, se possiamo immaginare di cancellare le ore di educazione fisica perchè le palestre non sono sufficienti a contenere il vertiginoso aumento delle iscrizioni (circa 500 studenti in più ogni anno) e se chi critica l’aumento dell’Rca vuole che nei laboratori pensati per 25 studenti si inizino a fare i turni.
Insomma in questo quadro desolante dove calano gli insegnati, aumentano gli iscritti ed il governo taglia sull’edilizia scolastica noi avremmo dovuto far finta di nulla?
Colpisce anche che i dati sul bilancio dell’ente vengano citati in modo sbagliato: con la variazione di bilancio del 15 giugno i 4 milioni previsti sono diventati 2,5 a causa di minori trasferimenti e a questi si aggiungono i soldi dell’Rca per ulteriori 9 milioni di euro freschi freschi, per un totale di 11,5 sul triennio: comunque 4 non fa 11.
Colpisce e ferisce ancor più che si dichiari non coerente questa scelta con il giudizio tranciante nei confronti del governo Berlusconi, questa decisione è, infatti, il frutto delle politiche di continui tagli operate a danno degli enti locali (per il prossimo anno si stimano ulteriori 3 milioni di euro per la nostra provincia) a cui si somma il patto di stabilità che di fatto impedisce di accendere nuovi mutui non permetterà di fare investimenti strategici per il territorio e per il rilancio dell’economia locale.
Non va comunque dimenticato il federalismo fiscale farsa, tutto in salsa leghista, che obbliga le Province ad intervenire solo su poste che non hanno nulla di progressivo come Rca o l’Ipt.
Sarebbe stato eticamente più coerente, lasciare tutto com’era, non intervenire, continuare a lamentarsi che il governo non investe in edilizia scolastica e priva le province delle risorse, non riorganizzare la rete scolastica? Noi riteniamo di no, perchè in ballo c’è il futuro dei nostri figli.
La scelta è chiara puntare sul versante dell’edilizia per la completa messa a norma di tutti gli edifici e procedere, nel capoluogo, nella direzione della creazione di poli, iniziando da quelli liceale e tecnico- professionale, valorizzando l’esistente e realizzando gli ampliamenti necessari.
Va inoltre detto che la provincia di Ferrara ad oggi è l’unica in Italia che ha deciso di destinare gli aumenti dell’aliquota per finanziare investimenti e non la spesa corrente, insomma di quei soldi non un euro sarà usato per le spese di funzionamento dell’ente.
Una sfida coraggiosa, certamente sofferta, ma “Parigi val bene una Messa”.

Stefano Calderoni – capogruppo provinciale Federazione della Sinistra
Tonino Zanni – assessore alla P.I.

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