Siamo indignati e arrabbiati per la lettera del sig. Alcide Mosso sul tema dell’omofobia.
Il signore in questione, che è anche esponente della Lega Nord (e ha un bel dire di non voler dare connotazione politica a quanto afferma!), parte dal suo disappunto sul patrocinio concesso da Comune e Provincia di Ferrara alla campagna contro l’omofobia dove venivano fotografate coppie gay e lesbiche che si scambiavano un bacio.
Sarà un caso che proprio nel giorno in cui su “Riforma” (il settimanale delle chiese evangeliche, battiste, metodiste, valdesi) compare la notizia che il sinodo della chiesa luterana in Italia ha approvato a larga maggioranza la benedizione di persone che vivono in unione di vita (quindi di fatto un “matrimonio” anche fra persone omosessuali), compare invece a Ferrara la lettera di questo retrogrado signore che fa parte di un partito che ha fatto della guerra al diverso la sua fortuna politica?
Ovviamente Mosso può “legittimamente” esprimere tutto il disappunto che vuole, ma dovrebbe tacere informazioni false e sbagliate che non fanno che incrementare odio e discriminazione verso il diverso. Mosso cita cose che non conosce, parla di teorie superate sulla “origine dell’omosessualità” quasi a renderla una patologia, senza però tener conto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’omosessualità “una variante naturale del comportamento umano” e dal 17 maggio 1990 è stata tolta dal novero dei disturbi del comportamento.
Se il tema di tutto il ragionamento di Mosso è un dato “statistico” di normalità, ci sembra alquanto ridicolo. Se invece si tratta di “naturalità” proviamo forte preoccupazione. Al di là che nel mondo “naturale” l’omosessualità esiste, forse lui parla della innaturalità per la religione cattolica (nemmeno cristiana!). Beh, nel qual caso, con tutto rispetto, noi crediamo che questo non sia un dato interessante per il legislatore né per chi deve scegliere cosa patrocinare e cosa no.
Dall’altro lato le accuse di voler distruggere la famiglia riconoscendo altre famiglie, ci sembra un pensiero che non ha né capo né coda: come posso sminuire un nucleo sociale quando ne riconosco altri? E soprattutto chi spiega ai bambini figli di due mamme che la loro è meno famiglia di quella dei loro compagni di scuola?
Purtroppo al signor Mosso sfugge il senso reale della campagna: dire che il Comune e la Provincia, enti locali vicini a tutti i cittadini e a tutte le cittadine, sono contrari a forme di discriminazione, avvengano esse sul piano legislativo e sociale (quindi per mano delle istituzioni stesse) o da parte di privati, siano esse singole persone o aziende.
Dieci anni di attività di “Circomassimo – Arcigay e Arcilebica Ferrara” non sono evidentemente bastati.
Alle amiche ed agli amici dell’associazione la nostra vicinanza.
E al signor Mosso diciamo: “anche noi proviamo disappunto nel vedere manifesti del genere, perché vorremmo non ce ne fosse bisogno, ma finché ci saranno persone come lei, speriamo che Comune e Provincia non lesino mai il loro patrocinio a queste iniziative.
Elisa Corridoni, resp. provinciale Movimenti e Enti Locali Prc
Irene Bregola, capogruppo Prc-PdCI Comune di Ferrara
Stefano Calderoni, capogruppo Prc-PdCI Provincia di Ferrara