Lun 6 Giu 2022 - 1596 visite
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“Drammatica l’assenza di controlli su scarichi e qualità delle acque”

Fridays for future Ferrara: la prima segnalazione relativa al Po di Volano risale addirittura al 2016

Come membri del movimento internazionale Fridays For Future siamo scioccati dall’incuria e dall’assenza di controlli su scarichi fognari e qualità dell’acqua da parte degli enti preposti al controllo, viene da chiedersi realmente “chi controlla i controllori”?

Risulta molto difficile credere a quanto letto sui giornali a proposito dello scarico inquinante di via Caldirolo, che sversava acque nere in Po di Volano da anni, ove si adduce che il malfunzionamento era temporaneo e dovuto ad una carente manutenzione. Ma da quanto durava questa inefficienza, può dirsi un episodio isolato? Assolutamente no.
La prima segnalazione realizzata da chi è diventato poi nostro sostenitore, risale addirittura al 2016, vi è un video che mostra chiaramente grandi quantità di reflui inquinanti, di colore scuro, riversarsi nel fiume in totale assenza di piogge, realizzando uno scarico diretto, perciò illecito, poichè non subisce una preventiva depurazione prima di riversarsi in acque interne.

Da allora abbiamo rendicontato le segnalazioni dei nostri attivisti, solo negli ultimi 4 anni ne sono state realizzate ben quattordici, prontamente inviate ad ARPAE, ad Hera, al Comune di Ferrara, ai consiglieri di opposizione, alle Forze dell’Ordine e infine, facendole divenire fatti notori, dopo averli diffusi sui social e tramite la stampa locale, sempre avvalorate da fotografie, video, descrizioni e quant’altro fosse utile ad individuare con precisione il fenomeno.

Dal 2016 ad oggi, tutti questi sforzi non sono serviti a nulla, lo scarico ha continuato a vomitare liquami oleosi e maleodoranti neri, marroni, rossi, nelle acque del Volano, a pochi metri dalla darsena, nell’area in cui i giovani canoisti si allenano.

Solo dopo aver testimoniato, in compagnia del consigliere Tommaso Mantovani, la presenza dello scarico in atto, a distanza di più di 100 giorni dalle ultime piogge, dopo aver effettuato campionamenti dei reflui per cui siamo ancora in attesa delle analisi, e ancor più importante, aver dato atto di un fenomeno conclamato di inquinamento individuato dall’associazione Delta SUP, ben evidente a valle dello scarico, ove i liquami e i sedimenti fangosi si depositavano sul fondale del Volano, marcendo, e provocando la risalita di bolle anossiche di metano, unite a scarti e fanghi di depurazione, considerati rifiuti speciali il cui trattamento non può certo avvenire nell’alveo fluviale, video – https://youtube.com/shorts/sp2svgZCrsw?feature=share .

Solo quando le nostre istanze sono state raccolte dall’Assessore Alessandro Balboni, si è riusciti ad andare a fondo della questione e fermare, finalmente, lo scarico irregolare. Ciò che preoccupa però è la motivazione addotta dagli enti di controllo, perchè a fronte di un fenomeno conclamato di inquinamento, ove l’ente gestore Hera dichiara che fosse dovuto a mancata manutenzione, Arpae rifiuta di ammettere alcunchè dichiarando che per lei “è tutto regolare”.

E’ regolare perciò che una fogna pubblica scarichi per anni acque nere in fiume, senza che nessuno si preoccupi delle conseguenze e che ciò non risulti dai controlli periodici? E’ regolare che le decine di segnalazioni dei cittadini ben rendicontate e circostanziate siano state ignorate dal 2016 ad oggi? O che i cittadini siano costretti a autofinanziarsi controlli, analisi, e quant’altro necessario per portare all’attenzione problemi che tali enti hanno il compito di monitorare, far cessare e sanzionare? E’ regolare che a fronte di un inquinamento accertato, non vi sia alcuna indagine in merito, non vi sia alcuna sanzione per aver lasciato sgorgare per anni un illecito scarico fognario diretto in acque superficiali, possibile che ci si limiti a dichiarare che “l’ente di gestione si è sbagliato, ma ora ha risolto l’intoppo e perciò va tutto bene”?.

Basiti per la superficialità con la quale chi dovrebbe tutelare la salute e l’ambiente ha affrontato questa problematica, ci si sente impotenti anche di fronte ad un blando successo, perché se è vero che dopo 7 anni di segnalazioni, forse, oggi si è riusciti a risolvere il problema, certo non lo si è risolto alla radice e non si è applicato il principio cardine del diritto ambientale “chi inquina paga”.

Nei territori dove clientelismo e rapporti di comodo sembrano farla da padrone, quel che è preoccupantemente certo dopo tanti anni di attivismo in prima linea, è che nonostante gli sforzi stoici per far emergere la verità dei fatti, alla fine a Ferrara chi inquina non paga mai.

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