Cronaca
24 Febbraio 2022
Ieri la prima udienza del processo civile intentato contro l'Amministrazione comunale da un gruppo di disabili e dall'Associazione Luca Coscioni per l'inaccessibilità di quattro recenti lavori di riqualificazione di opere pubbliche a Ferrara

Barriere architettoniche e discriminazione, il giudice invita il Comune a un accordo

di Daniele Oppo | 2 min

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C’è tempo fino al 20 aprile per il Comune di Ferrara per presentare una lista di lavori per abbattere le barriere architettoniche in tutte o in alcune delle opere pubbliche per le quali un gruppo di disabili e l’Associazione Luca Coscioni lo hanno portato a giudizio davanti al tribunale civile e trovare così un accordo.

Ieri si è tenuta la prima udienza davanti alla giudice Marianna Cocca. A firmare la causa sono stati Cecilia Sorpilli, Luca Marchetti, Renzo Rimessi, Roberto Vitali e Silvana Messina (assistiti dall’avvocato Roberto Anselmi), insieme all’Associazione Luca Coscioni, che ritengono che il Comune abbia discriminato le persone con disabilità nella realizzazione di quattro interventi recenti, riqualificando o realizzando ex novo opere pubbliche senza tener conto dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Si tratta della costruzione di una rampa arginale di collegamento lottizzazione con il paese di Gaibanella; la riqualificazione del percorso sopra mura in viale Belvedere; la riqualificazione di Piazza della Repubblica; e la manutenzione dei marciapiedi di via Verona a Pontelagoscuro.

Nell’udienza di mercoledì mattina la giudice ha invitato il Comune (assistito in giudizio dall’avvocato Barbara Montini) a fornire un elenco di opere di abbattimento delle barriere che sarebbe possibile realizzare, così da trovare un preliminare accordo tra le parti o quantomeno limitar la materia del contendere. Sempre che l’Amministrazione comunale abbia intenzione di farlo, non è infatti detto che da palazzo ducale arrivi un’apertura in tal senso.

Nel caso in cui si dovesse procedere con la causa appare altamente probabile che il tribunale nominerà un consulente tecnico d’ufficio per fare chiarezza sugli aspetti della vicenda e sugli interventi realizzabili fin da subito a norma di legge.

“A noi interessa che le barriere vengano eliminate e che l’accessibilità venga garantita a tutti”, spiega l’avvocato Alessandro Gerardi per l’Associazione Luca Coscioni che osserva come cause simili siano state portate avanti già in altre parti d’Italia “e le amministrazioni pubbliche sono sempre state condannate”.

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