Politica
20 Gennaio 2022
Ieri discussione dell'abbreviato per il vicesindaco per la pubblicazione del video del D-Verso. Fuori dall'aula ad aspettarlo Bergamini, Felisatti e Solaroli

Rivelazione di segreto d’ufficio, il pm chiede 6 mesi per Naomo

di Daniele Oppo | 2 min

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C’erano Davide Bergamini – sindaco di Vigarano, coordinatore provinciale della Lega -, il consigliere comunale Fabio Felisatti e poi anche Stefano Solaroli, fuori dall’aula del giudice dell’udienza preliminare dove ieri pomeriggio si discuteva il rito abbreviato per il vicesindaco Nicola Lodi, alla sbarra per rivelazione di segreto d’ufficio.

Per lui il pubblico ministero Ciro Alberto Savino ha chiesto la condanna a 6 mesi e 20 giorni di reclusione (già ridotti per il premio previsto dal rito) per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook il video di un pestaggio al D-Verso, il problematico club di via Modena, tratto delle telecamere di sorveglianza poste dal Comune, anziché lasciarlo agli inquirenti per le indagini del caso e alla loro segretezza.

Il 17 ottobre del 2019, ‘Naomo’, accompagnò le crude sequenze delle immagini con una didascalia che parlava di “due donne selvaggiamente picchiate da diversi energumeni nigeriani”, affermando che “quando vedo queste scene mi sembra di essere a Lagos, e invece siamo a Ferrara. Tutti questi anni di accoglienza sfrenata senza controlli, anni di percezioni, anni dove la precedente amministrazione ha deriso i suoi residenti e questo è il risultato! Non possiamo più tollerare una simile violenza. Queste bestie non devono più avere spazio nella nostra città!”.

Secondo Lodi fu una forma di comunicazione istituzionale da vicesindaco e assessore alla sicurezza e non di propaganda come invece contestato dalla procura, una tesi ripresa ovviamente anche dai suoi difensori, gli avvocati Ciriaco Minichiello e Carlo Bergamasco.

Il giudice Vartan Giacomelli ha rinviato per la decisione al prossimo 9 febbraio.

 

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