Ostellato
22 Dicembre 2021
Si è concluso il processo che vedeva l'autista del pulmino e un automobilista imputati per omicidio colposo per il tragico incidente che ha portato via la piccola di 9 anni nel luglio del 2017

Un patteggiamento e una condanna in abbreviato per la morte di Saphira Carli

di Daniele Oppo | 2 min

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Giallo dell’anziano di Ostellato. Appelli senza esito, sarà sepolto senza nome e cognome

Non c'è stata nessuna svolta nelle ricerche e così, dopo appelli, autopsia e la diffusione della fotografia del cadavere attraverso i media locali e nazionali, il corpo dell'anziano ritrovato senza vita lo scorso 16 gennaio nel territorio comunale di Ostellato, nell'area delle Valli del Mezzano, lungo l'argine di un canale di scolo, sarà sepolto senza nome e cognome

Ostellato. Si chiude con due condanne, una in patteggiamento e l’altra in abbreviato, il procedimento per la tragica e dolorosa morte di Saphira Carli, la bambina di 9 anni che il 14 luglio del 2017 è stata investita sulla strada provinciale 1 a Ostellato mentre tornava dai campi estivi organizzati dalla parrocchia di Porto Garibaldi.

La piccola Saphira stava rincasando insieme ai cuginetti, ma una volta scesa dal pullman, è stata colpita fatalmente da un’automobile, subendo traumi gravissimi alla testa. Il trasporto d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Bufalini di Cesena non è bastato a salvarle la vita. La piccola è entrata in coma e non si è più risvegliata.

Per quel fatto erano imputati di omicidio colposo in concorso l’autista del pulmino – Paolo Bottoni, 68 anni, difeso dall’avvocato Silvia Vayra – e l’automobilista che era al volante della Fiat Punto che ha investito Saphira, Andrea Stagni, 32 anni, assistito dall’avvocato Massimo Cipolla.

Il primo ha patteggiato una condanna a 10 mesi di reclusione, il secondo è stato condannato martedì mattina dal gup Carlo Negri a 1 anno e 4 mesi di reclusione. La pm Isabella Cavallari aveva chiesto 1 anno e 9 mesi.

“La pena ci risulta essere inferiore a quella che di solito viene erogata dal tribunale in casi analoghi – commenta l’avvocato Cipolla -, dovremo però fare tutte le valutazioni del caso solo alla lettura delle motivazioni”.

Il giudice ha anche restituito gli atti alla procura affinché approfondisca eventuali responsabilità penali del parroco, probabilmente per valutare la sua posizione in merito all’affidamento della bambina all’autista dell’autobus per il camposcuola.

“Il senso di giustizia che si ha in queste situazioni – afferma a margine dell’udienza l’avvocato Fabrizio Carletti che assiste i familiari di Saphira – non è pieno, ma d’altra parte il rito è questo”.

E che non sia pieno lo testimonia la reazione dei genitori di Saphira: “Siamo arrabbiati – dice il padre -, non possiamo perdere una bambina di 9 anni e dopo quattro anni che veniamo in tribunale avere questa sentenza. Se si uccide un animale si danno pene più severe”.

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