Contro il Mezzolara “una partita importante che giocheremo con serenità”
Le parole di Carmine Parlato alla vigilia della sfida al vertice tra Ars et Labor e Mezzolare che si giocherà domani al Mazza
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Ostellato. Un anno dopo non è cambiato niente. Dodici mesi dopo la chiusura di una lunga vertenza, i lavoratori della Fox Bompani sono di nuovo in mobilitazione, ieri 8 ore di sciopero con adesione sopra il 90%. Certo, nel dicembre del 2020 le ore di sciopero, in una manciata di mesi, furono 100. Allora si rivendicava qualcosa di ‘nuovo’, un miglioramento. Oggi si rivendica il rispetto di quei patti.
“I lavoratori pretendono che gli accordi vengano rispettati”, afferma senza molti giri di parole Giovanni Verla, segretario generale della Fiom-Cgil di Ferrara. Gli accordi, in sintesi, prevedevano la salvaguardia di circa 50 anni di contrattazione aziendale, quella ancora in vigore ovviamente, con applicazione anche per i nuovi assunti e con una porta aperta alla revisione dell’organizzazione del lavoro per incrementare la produttività. Lettera morta.
“Un anno fa, dal 18 di dicembre al 29, ci fu uno sciopero a oltranza sulla vertenza iniziata a ottobre – ricorda Verla -. Oltre 100 ore di sciopero. Poi il presidio si concluse con un accordo istituzionale che prevedeva il ritiro dei provvedimenti disciplinari e la loro derubricazione, unica cosa rispettata, mentre tutto il resto non lo è stato: siamo nella condizione di rivendicarne l’applicazione”.
“Tra aprile e giugno avremmo dovuto definire un accordo quadro, un ‘testo unico’ della contrattazione dal ’71 a oggi”, spiega il sindacalista della Fiom, “noi lo avevamo anche preparato, ma l’azienda in pratica non lo riconosce e chiede una mediazione”.
Ma, rimarca Verla, “questa non è una stagione di rivendicazione o mediazione alla Fox Bompani, è il momento, come lo era ieri, di dare corso e applicazione all’accordo di dicembre che invece l’azienda non vuole applicare affermando invece che la contrattazione deve essere collegata alla produttività aziendale”. In alte parole, adesso la Fox Bompani “pretende una maggiore produttività senza contropartita per i lavoratori, peraltro in un momento in cui c’è ampio ricorso alla cassa integrazione per via dei problemi con le forniture”.
“Si chiede di produrre di più quando i lavoratori scoprono oggi se lavorano domani – spiega ancora Verla -, siamo in un contesto surreale e sempre più stressato per quanto riguarda le relazioni sindacali”. Anche perché “solo nei primi 6 mesi dell’anno abbiamo cambiato due responsabili del personale e iniziato ogni volta daccapo. A settembre ennesimo responsabile, il terzo, che poi ha lasciato l’azienda”.
E non è tutto, “abbiamo quasi tre anni di mancato versamento ai fondi di previdenza complementare regolarmente trattenuti ai lavoratori – dice ancora il segretario Fiom -. Qui parliamo di centinaia di migliaia di euro. Di fatto oggi i lavoratori stanno finanziando l’azienda, che non rispetta gli accordi”.
Lo sciopero di giovedì (9 dicembre) è caduto in un giorno più che simbolico: la scadenza fissata per la chiusura della (nuova) vertenza che l’azienda stessa aveva indicato nel tavolo istituzionale di due settimane fa.
“Non c’è più tempo, è da molto superato – conclude Verla – c’è solo un accordo da rispettare a distanza di un anno, altrimenti proseguiremo le iniziative di mobilitazione”.
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