Scuola e genitori lasciati un po’ a sé stessi, in attesa di sapere cosa fare quando c’è un caso di positività al Covid-19 in classe. È la situazione in cui si è ritrovata una classe dell’Alda Costa, finita in didattica a distanza dopo che è stato scoperto un positivo tra gli scolari, spia di un disagio che nella realtà riguarda anche altre scuole, dovuto all’aumento dei contagi, alle forze che forse mancano, e alle indicazioni per nulla chiare che arrivano da Roma.
La comunicazione della Dad è arrivata solo domenica pomeriggio (28 novembre) ai genitori dopo che la scuola è venuta a conoscenza della positività del tampone molecolare effettuato su un alunno, che già dal martedì precedente era stato precauzionalmente e responsabilmente tenuto a casa dai genitori: un primo tampone antigenico è risultato negativo, un secondo positivo e poi è arrivato il verdetto del molecolare.
Il problema è che, a distanza di ormai dieci giorni dall’ultimo contatto, le famiglie devono non solo riorganizzarsi per tenere bimbe e bimbi a casa in dad, ma che non sanno come comportarsi con l’esterno non avendo avuto nessuna comunicazione da parte dell’Ausl.
“Non ci hanno messi in isolamento – afferma una mamma, che preferisce rimanere anonima -, noi ci siamo limitati volontariamente per evitare di diffondere eventualmente il virus, ma le famiglie sono abbandonate a se stesse, io conosco a memoria l’aria sulla quarta corda perché provo a telefonare al centralino dell’Ausl ma nessuno mi risponde. Non ho una giustificazione di fatto per non andare a lavorare ma devo farlo per stare dietro a mia figlia, anche perché non trovo una babysitter: giustamente, chi si fida anche se abbiamo i tamponi antigenici negativi?”
Secondo quanto si apprende, la scuola è stata contattata dall’Ausl proprio ieri, mercoledì 1° novembre, per una richiesta di tracciabilità che porterà all’effettuazione dei tamponi nei prossimi giorni: “Ma siamo a dieci giorni dall’ultimo contatto a scuola e a quattro-cinque dal tampone positivo”, rimarca la mamma.
Ed è una situazione di difficoltà che anche l’Ausl in qualche modo conferma e che sembra avere molto a che fare non solo con la quarta ondata e al lavoro extra che comporta, ma anche con quanto si decide (o non si decide) a Roma, dove negli ultimi giorni proprio sui contagi a scuola si è assistito a un balletto molto poco edificante e rassicurante: “Il tracciamento nelle scuole va avanti, ed è una delle priorità – spiega il Dipartimento di Igiene Pubblica dell’Ausl -, ma come è noto vi è stato un forte aumento nel numero di casi e il cambiamento delle ultime indicazioni ministeriali ha ulteriormente aumentato i numeri dei tamponi da fare. In questo panorama che è comune a tutta la regione e il paese, purtroppo qualche ritardo ci può essere. Ce ne scusiamo e prenderemo a carico il caso specifico”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com