Ven 26 Nov 2021 - 798 visite
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Processo Bergamini: l’ossessione della fidanzata e il matrimonio che Denis non voleva

Sentiti i primi testi di Polizia giudiziaria che hanno ricostruito i passaggi delle nuove indagini. Visionati dei filmati e un'intervista in cui il calciatore si racconta e dice di amare la vita

Inizia a entrare nel vivo – e potrebbe durare parecchio, questo momento – il processo per l’omicidio di Denis Bergamini, il calciatore argentano che sarebbe stato ucciso sulla statale jonica, il 18 novembre del 1989, all’altezza di Roseto Capo Spulico.

Davanti alla Corte d’assise di Cosenza (presidente Paola Lucente, a latere Marco Bilotta) sono sfilati i primi testimoni della procura, i testi di polizia giudiziaria che hanno condotto le nuove indagini: l’ispettore capo di Polizia Ornella Quintieri e l’assistente capo Pasquale Pugliese.

Si è fatto una sorta di riassunto delle puntate precedenti: la riapertura delle indagini dopo la consegna del dossier firmato dall’avvocato Eugenio Gallerani, l’archiviazione, la seconda riapertura delle indagini da dell’allora procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla, questa volta in base agli elementi portati dalle indagini difensive svolte dall’avvocato Fabio Anselmo, che insieme alla collega Alessandra Pisa assiste la famiglia di Bergamini.

Da lì sono partite nuove intercettazioni e nuove acquisizioni elementi, come un video registrato a Londra da Bergamini e dalla sua fidanzata di allora, Isabella Internò, allora giovanissima e che oggi è a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato e premeditato.

Focus ovviamente sulla loro relazione e sul fatto che la Internò fosse molto gelosa di Bergamini e avesse sviluppato una specie di atteggiamento morboso e ossessivo temendo che lui volesse lasciarla – sono state citati degli affettuosi scambi epistolari del giocatore con una ragazza toscana – mentre lei voleva che si sposassero, una eventualità che, pare, il calciatore argentano non aveva mai preso in considerazione.

L’agenda di Bergamini conteneva numerosi numeri di altre donne e, stando alle testimonianze raccolte dagli inquirenti, Internò divenne ossessiva al punto di annusava i vestiti del calciatore per sentire la presenza di profumo di altre donne, controllava se in macchina ci fossero capelli sospetti e si nascondeva dietro alle auto attendendo l’arrivo a casa del fidanzato.

È stata fatta vedere anche un’intervista concessa da Bergamini, in cui il calciatore si racconta e dice di amare la vita.

Gli inquirenti hanno spiegato di aver valutato varie ipotesi investigative: dal calcio scommesse al traffico di droga, fino alla storia dell’acquisto della Maserati del boss Antonio Paese. Piste tutte finite su un binario morto, mentre è andata avanti quella che lega la morte di Bergamini – soffocato e poi fatto sormontare da un camion per simularne il suicidio – alla relazione con Internò.

L’escussione della teste Quintieri proseguirà anche nell’udienza fissata già per la giornata di venerdì 26 novembre.

Il pm Luca Primicerio ha chiesto l’acquisizione di una serie di documenti e tra questi ci sono le dichiarazioni dell’allora maresciallo dei carabinieri che prima fermò in un posto di blocco Bergamini e l’imputata e successivamente eseguì rilievi sul luogo del delitto. È stato anche conferito l’incarico a un consulente tecnico per la trascrizione di un centinaio d’intercettazioni ambientali e telefoniche.

 

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