C’è un ingresso in municipio a Ferrara, quello a destra sullo scalone e che porta negli uffici dei gruppi consiliari e di alcuni assessorati (oltre che alla sala dell’Arengo), in cui sembra non essere effettuato il controllo del green pass. A segnalarlo, tramite un’interrogazione, è Anna Ferraresi, consigliera del gruppo Misto.
È stata lei stessa a verificare in prima persona il mancato controllo del possesso e delle regolarità della certificazione verde, obbligatoria anche per i consiglieri comunali. A questo si aggiunge il fatto che nel corridoio Ferraresi, che era insieme a due persone disabili e fragili sul fronte Covid-19, ha incrociato un suo collega consigliere senza mascherina e che, così si evince dall’interrogazione, sarebbe anche contrario al vaccino.
“Non vi era nessun operatore preposto al controllo del green pass – lamenta Ferraresi nell’interrogazione al sindaco Alan Fabbri -, tanto che mi sono recata spontaneamente nell’ufficio del segretario Comunale per il controllo del certificato verde”. “Sembrerebbe che la mancanza di controlli attraverso tale varco sia una consuetudine”, dice ancora la consigliera di opposizione che poi racconta che “nel corridoio ho incrociato un consigliere della maggioranza notoriamente contrario ai vaccini, senza mascherina”, mentre “la sottoscritta era in compagnia con persone appartenenti alla categoria persone fragili per un colloquio”.
Quel consigliere, lo si capisce dalla richiesta successiva di Ferraresi, è Benito Zocca, fresco padre costituente e capogruppo di “Prima Ferrara per Alan Fabbri”. La consigliera, infatti, chiede se venerdì 12 novembre gli sia stato controllato il green pass all’ingresso in Municipio.
Ferraresi interroga Fabbri anche per saper “chi controlla l’uso delle mascherine, considerato che lo stesso consigliere non la indossava nel momento in cui la sottoscritta l’ha incrociato nei corridoio” e “se intenda provvedere a rendere più sicuro l’ingresso dei dipendenti comunali e non, e a far sì che la vigilanza, si adoperi a far rispettare le norme precauzionali – efficaci nel prevenire il contagio – anche tra i vaccinati”.
Zocca, sentito da Estense.com per una replica, non entra nel merito della sua vaccinazione e degli eventuali motivi per cui sarebbe (sempre che lo sia) contrario ai vaccini, ma garantisce che il suo green pass fosse pienamente in regola e che sia stato controllato: “C’è l’obbligo di comunicare al segretario Giuseppe Milone chi entra, ero perfettamente in regola con il green pass, me l’hanno chiesto e l’ho fatto vedere”. Sull’uso della mascherina, Zocca è molto franco: “Non mi ricordo nello specifico, ma è possibile che non la avessi tirata su”.
In ogni caso il consigliere fa capire che l’argomento e l’accusa non lo appassionino più di tanto: “È semplice etichettare le persone, io penso che la gente abbia bisogno di sentirsi rappresentata e penso di essere una persona corretta che non può transigere su certe cose e sul rispetto delle regole, perché abbiamo una certa posizione e dobbiamo anche essere d’esempio”.
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