Cronaca
12 Novembre 2021
I giudici della quinta sezione hanno confermato in toto la sentenza del gup Negri. Il legale della famiglia: “Non è sufficiente a colmare il dramma che vivono i genitori, il fratello e i nonni”. La difesa: “Andremo in Cassazione”

Confermata in appello la condanna per l’autista dell’ambulanza che investì Anna Fabbri

di Daniele Oppo | 2 min

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La Corte d’appello di Bologna ha confermato in toto la sentenza di primo grado con la quale il gup Carlo Negri aveva condannato in abbreviato l’autista dell’ambulanza che investì fatalmente la giovane Anna Fabbri in quel tragico 8 aprile del 2017, in corso Giovecca, all’altezza dell’attraversamento pedonale che porta da via Mortara a via Bassi.

Giovedì mattina, dopo circa un’ora e mezza di camera di consiglio, il collegio della quinta sezione penale, presieduto dalla giudice Milena Zavatti, uscito con il verdetto: conferma totale del giudizio di primo grado e trenta giorni per il deposito delle motivazioni. Un termine breve, indicativo del fatto che i giudici hanno probabilmente le idee molto chiare. Anche il procuratore generale Gianluca Chiapponi aveva chiesto la conferma della sentenza.

“Al di là della soddisfazione professionale per l’esito del giudizio di appello – afferma l’avvocato Carmelo Marcello, che assiste la famiglia della giovane Fabbri, i cui genitori erano a Bologna -, penso che una sentenza favorevole non sia sufficiente a colmare il dramma che vivono i genitori, il fratello e i nonni di Anna”.

Presente in udienza anche l’autista della Croce Rossa condannato il 15 ottobre del 2019 a un anno di reclusione (con sospensione della pena e beneficio della non menzione) per omicidio colposo. Il suo difensore, l’avvocato Bergamasco, preannuncia ricorso per Cassazione: “Sono in gioco principi giuridici che meritano una discussione fino in Corte di Cassazione, aspettiamo di poter leggere le motivazioni ma sicuramente ricorreremo”.

Come motivato dal gup, avrebbe dovuto prestare più attenzione, rallentare anche al punto di fermarsi, all’attraversamento pedonale, considerando anche il fatto che nella città delle biciclette è frequente, anche se illecita, la prassi da parte dei ciclisti di violare le regole del codice della strada. E in questo c’è probabilmente un fattore di corresponsabilità da parte della giovane vittima, che mentre l’ambulanza passava in risposta a un’emergenza, stava attraversando l’incrocio in bici sfruttando il verde semaforico per i pedoni.

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