Bambina sfollata dal Grattacielo: “La mia anima non parla più”
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
Si chiama “La mia casa”. Una casa che dovrebbe essere “un luogo sicuro che protegge”. Ma la sua casa, ormai “non esiste” più
In un primo momento si è pensato a un infortunio sul lavoro, ipotesi che al momento resta la più plausibile, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. L’idea di una possibile aggressione è emersa solo successivamente nel corso delle indagini, complicate soprattutto dalle difficoltà di comunicazione con le persone presenti sul posto
C’è un ferrarese dietro alla rapina messa a segno lo scorso 29 dicembre al supermercato Ecu di via Valli, a Bagnolo in Piano. I carabinieri hanno infatti identificato e arrestato il presunto responsabile: si tratta di un uomo di 48 anni, rintracciato nei giorni scorsi nell’abitazione della compagna a Castelnovo Monti
Avrebbe aggredito verbalmente i genitori con una tale veemenza da costringerli a chiudersi a chiave in una stanza della loro abitazione. Per questo un uomo di 55 anni è stato fermato dalla Polizia di Stato
Oltre 55 grammi di hashish sono stati sequestrati mercoledì pomeriggio nei pressi di piazza Toti, nel quartiere Giardino a Ferrara, al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione di un cittadino
Dopo l’esecuzione dell’autopsia, il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino ha messo la salma di Mauro Gallerani a disposizione della famiglia per le esequie.
Nel frattempo si attendono gli esiti delle analisi del medico legale Giorgio Viel, mentre gli inquirenti stanno scandagliando carte e contatti digitali tra il medico Alberto Dallari – indagato per omicidio colposo e omissione di soccorso – e il paziente che a lui si era affidato per curare il Covid-19. A tale proposito è stato affidato l’incarico a un consulente informatico per estrarre tutte le conversazioni su WhatsApp, sia testuali che tramite messaggi vocali. In questi giorni, inoltre, sono in corso le convocazioni dei testimoni per cercare di ricostruire al meglio la sequenza degli eventi.
Secondo quanto emerso finora, Gallerani – tramite un’amica – aveva contattato Dallari, neurologo di Reggio Emilia, medico volontario del gruppo IppocrateOrg del quale seguiva il protocollo di cura per la cura della malattia da coronavirus Sars-CoV-2, una terapia ‘alternativa’, diversa da quelle delle linee guida, che prevedeva l’uso di medicinali ‘off label’ come l’Ivermectina.
Dopo circa una settimana di cure, le condizioni di Gallerani sono precipitate, al punto di rendere necessario un suo ricovero all’ospedale di Cona, dove è stato portato subito in terapia intensiva, prima col casco per l’ossigeno e poi intubato per bocca e per via tracheale. L’uomo, 68 anni e non vaccinato, è deceduto dopo circa un mese.
La procura sta cercando di capire se da parte di Dallari vi siano state mancanze: che la cura fosse adeguata e che si sia mobilitato per far ricoverare quanto prima Gallerani una volta comunicati i valori dell’ossigenazione del sangue in calo.
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