Cronaca
30 Settembre 2021
Conferito l'incarico al perito, a dicembre via con i primi testimoni: acquirenti degli stupefacenti e un collaboratore di giustizia

Processo alla mafia nigeriana, 1.250 intercettazioni da trascrivere

di Daniele Oppo | 2 min

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Sono circa 1.250 i ‘progressivi’ che il perito nominato dal tribunale di Ferrara dovrà trascrivere per il processo sulla mafia nigeriana a Ferrara, il ‘cult’ dominante dei Vikings/Arobaga.

Nell’udienza di ieri pomeriggio (29 settembre), è stato conferito l’incarico all’ingegner Andrea Chiaiso di Genova che ha chiesto 90 giorni di tempo, a partire dall’inizio delle attività fissato per l’11 ottobre, per consegnare il lavoro di trascrizione delle telefonate intercettate dalla Polizia, molte delle quali in diversi dialetti nigeriani.

Il sostituto procuratore Roberto Ceroni, appositamente distaccato da Bologna, ha anticipato l’intenzione di nominare un proprio consulente tecnico,  individuato in Giuseppe Capezzera del tribunale di Bologna.

Nel frattempo il processo proseguirà sentendo i testimoni per i quali non è necessario avere le intercettazioni: si tratta degli acquirenti dello stupefacente smerciato a Ferrara in zona Gad e di un testimone di giustizia che è utile per comprendere la struttura del cult e dunque definire il carattere di organizzazione mafiosa.

Le prossime udienze sono fissate per il 1° e per il 15 dicembre.

Gli imputati, dopo le condanne già arrivate in abbreviato davanti al gup di Bologna, sono diciassette. Tra di essi vi è anche Emanuel Okenwa, alias dj Boogye (o, più correttamente, dj Bugi), considerato il vertice dell’organizzazione mafiosa a Ferrara e uno molto in alto nella scala gerarchica degli Arogaba in Italia (i cui vertici avevano sede a Torino, dove si celebra il troncone piemontese dell’inchiesta “Signal” condotta dalle Dda di Torino e Bologna).

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