Cronaca
24 Settembre 2021
Alla sbarra l'ex presidente Volpi e il consigliere Vecchi: tra 2005 e 2009 avrebbero ‘perso’ 2 milioni di euro con le società fondate negli Emirati Arabi e in Senegal

Area Impresa, in aula tornano i fantasmi del passato e i tesori di Abu Dhabi

di Daniele Oppo | 2 min

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Copparo. Bancarotta fraudolenta per distrazione e dissipazione. È l’accusa per la quale sono a processo Vittorio Volpi e Mauro Vecchi, rispettivamente ex presidente e membro del Consiglio di amministrazione di Area Impresa, controllata al 100% da Area (poi divenuta Clara), e dichiarata fallita nel 2015.

Secondo l’accusa sostenuta in giudizio dalla pm Isabella Cavallari, tramite alcune operazioni eseguite all’estero, tra 2005 e 2009 avrebbero procurato un ammanco di circa 2 milioni di euro alla società costituita nel 2004 e che poi dal luglio 2010 è rimasta inattiva.

Mire espansionistiche forse un po’ troppo avventate per essere una società a capitale pubblico: vennero infatti create delle società negli Emirati Arabi e in Senegal che avrebbero dovuto fornire know how per lo smaltimento dei rifiuti, mission primaria di Area che al tempo gestiva il settore per diciassette Comuni del Ferrarese.

Nello Stato africano si sarebbe pensato a un filone commerciale capace di rendere nel settore dello smaltimento di rifiuti e plastica tramite la società Adk.

Ad Abu Dhabi, invece, l’obiettivo sarebbe stato quello costituire un’azienda che potesse riciclare pneumatici per auto e fornire tecnologia nel recupero di materiali sanitari. Metà di questa società (Aies) era partecipata dalla famosa principessa ‘Nadia’ che venne anche ospitata a Ferrara.

Tutto finì in malora: al momento della messa in liquidazione, Area Impresa aveva un rosso di circa due milioni di euro.

Per quella gestione venne avviata un’azione di responsabilità civile, chiusa con una transazione di circa 300mila euro da parte degli ex amministratori.

Ci fu però anche un risvolto penale, con un’indagine avviata nel 2010 dalla Guardia di Finanza e coordinata dal pm Nicola Proto, allora in servizio a Ferrara, che entrò in crisi con le rogatorie internazionali. Alla fine, dopo undici anni, ecco il processo.

Nell’udienza di ieri, giovedì 23 settembre, davanti al collegio presieduto dalla giudice Silvia Marini (a latere i giudici Alessandra Martinelli e Andrea Migliorelli) sono stati sentiti i testi della procura.

I due imputati (altri due, Arrigo Bellinazzo e Nicoletta Tumiati, hanno patteggiato in udienza preliminare) sono difesi dagli avvocati Marco Linguerri e Riccardo Caniato: “Siamo andati a processo per dimostrare la nostra assoluta estraneità dalla accusa e siamo fiduciosi che il dibattimento lo possa accertare”, affermano i legali.

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