Cronaca
20 Agosto 2021
Travagli, Colombi e Chiogna si difendono pubblicamente e contrattaccano: “Atto intempestivo, valutazioni del consulente del pm viziate da approssimazioni e ipotesi eccessivamente cautelative”

Progettista e collaudatori dei lavori al Mazza: “Lo stadio è sicuro”

di Daniele Oppo | 3 min

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Lo stadio “Paolo Mazza” di Ferrara è sicuro, sbagliano pm, il suo consulente e anche il gip a non considerarlo tale e procedere con il sequestro preventivo della copertura della tribuna nord e della Gradinata e della copertura della curva est.

Si può riassumere così la posizione degli ingegneri Lorenzo Travagli (progettista e direttore dei lavori), Alessio Colombi (collaudatore della tribuna nord) e Fabrizio Chiogna (collaudatore della curva est) a fronte degli ultimi eclatanti sviluppi sullo stadio. I tre sono indagati per falso per avere, nell’ipotesi accusatoria, attestato la conformità dei lavori nonostante le numerose evidenze che avrebbero dovuto portare i tecnici ad altre determinazioni.

Oltre a Tassi, anche i tre tecnici hanno deciso di parlare pubblicamente per contestare il sequestro e i suoi presupposti, “essendo a nostro parere (e di tutti i consulenti nostri e delle parti lese) completamente priva di fondamento l’accusa di non rispetto nella normativa vigente dell’opera o di mancanza di sicurezza delle strutture sequestrate”.

I tre tecnici sono forti del fatto che “le memorie difensive prodotte, ad agosto 2019, dicembre 2019 e marzo 2020, dai consulenti nostri e delle stesse parti lese (per inciso docenti di Tecnica delle Costruzioni delle Università di Ferrara, Bologna, Politecnico di Milano e ingegneri esperti con molti anni di attività professionale) hanno puntualmente risposto alle accuse o alle valutazioni mosse dall’ingegner Pellegrino (Carlo, il consulente del pm, ndr) con argomentazioni, dimostrazioni, calcoli e documentazioni evidenziando tutti unanimemente che le strutture dello stadio risultano essere perfettamente sicure e rispondenti ai requisiti della normativa tecnica vigente”.

“In aggiunta nelle memorie – attaccano Travagli, Colombi e Chiogna – viene dimostrato che le valutazioni progettuali svolte dall’ing. Pellegrino siano viziate da approssimazioni, ipotesi eccessivamente cautelative, non rispondenti a quanto riscontrato in sito”.

Ancora, dicono i tre tecnici, “tutti i periti coinvolti hanno ampiamente dimostrato che le modeste imperfezioni di montaggio riscontrate (tra l’altro inferiori in numero e tipologia rispetto a quelle elencate dal ct del pm) non influiscono neanche marginalmente sulla sicurezza delle strutture dello Stadio e quindi sulla sua collaudabilità, così come è stata dimostrata la completa insussistenza della necessità di eseguire lavorazioni aggiuntive”.

“Ciononostante – dicono ancora Travagli, Colombi e Chiogna -, la procura, con un atto quantomeno intempestivo, ha deciso di ascoltare solo il proprio consulente e richiedere un nuovo sequestro”.

I tre, che sono difesi dagli avvocati Vicenzo Bellitti (Travagli e Chiogna) e Alberto Bova (Colombi) passano da qui a un punto più prettamente processuale: “Giunti a questo punto, risulta necessario ed ineludibile a nostro parere che si debba procedere con l’incidente probatorio, auspicando nella nomina di un consulente tecnico del Giudice con adeguata esperienza professionale nella progettazione e nella direzione lavori di strutture metalliche complesse, affinché tutte le ampie, motivate e documentate argomentazioni prodotte da noi e dai nostri consulenti in questi anni possano essere finalmente prese in considerazione e adeguatamente valutate in maniera imparziale”.

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