L’assessore Alessandro Balboni accusa la sua ‘omologa’ regionale di fare “il gioco delle tre carte” sul tavolo del termovalorizzatore, perché “quello che lei spaccia per un parere positivo del Comune è in realtà un vincolo tecnico che abbiamo imposto ad Hera per ridurre l’emissione di inquinanti del termovalorizzatore del 10% nel caso in cui la Conferenza dei Servizi avesse dato via libera all’aumento, nonostante il nostro parere contrario”.
Eppure, a proposito di giochi con tre carte, quello del Comune di Ferrara è stato esattamente un parere favorevole, seppure condizionato, ed è solo grazie al tamtam politico-mediatico e della società civile e all’assessora regionale Irene Priolo che l’Amministrazione comunale oggi lo ammette per la prima volta.
Un assenso tecnico, certo, ma è proprio la spiegazione tecnica addotta a far vacillare la sincerità di quella politica di Balboni, dell’orientamento di Giunta negativo e della successiva decisione di fare ricorso al Capo dello Stato per bloccare tutto.
In pratica, l’assenso sembra essere stato dato a patto che la qualità dell’aria di Ferrara non peggiori e addirittura, nonostante l’aumento della quantità di rifiuti speciali da bruciare, il Comune avrebbe ottenuto, parola di Balboni, “una diminuzione degli inquinanti emessi rispetto alla situazione attuale”.
Come si legge nella dichiarazione di Alessio Stabellini (il dirigente che ha partecipato alla conferenza dei servizi) inclusa nella nota dell’assessore comunale all’Ambiente, “il principio cardine a cui ci siamo ispirati, in qualità di dirigenti del Comune di Ferrara, è il non peggioramento della qualità dell’aria. Consapevoli di un potenziale rigetto dell’orientamento politico di giunta abbiamo vincolato il nostro parere favorevole alla revisione dell’Aia ad importanti migliorie”.
I risultati ottenuti in conferenza dei servizi li spiega nel dettaglio ancora Stabellini e sono: “L’abbassamento delle concentrazioni medie giornaliere di alcuni parametri (Polveri, NOx su tutti visto le criticità del nostro Comune)”; “la riduzione del flusso di massa autorizzato per il parametro polveri” e “il mantenimento del piano di monitoraggio delle emissioni ed immissioni inalterato rispetto a quello precedentemente autorizzato anche se Hera aveva richiesto delle modifiche in ottica di riduzione”.
“Nell’ambito dell’istruttoria, inoltre – prosegue il dirigente -, sono state definite le tempistiche e le prescrizioni per l’installazione su entrambi i camini di analizzatori in continuo per il mercurio e l’installazione di campionatori di ultima generazione per i parametri Diossine e PCB parametri che con la precedente autorizzazione venivano monitorati tramite autocontrolli mensili. Sempre dal punto di vista tecnico è stata inserita una prescrizione per quanto riguarda la fornitura dell’energia termica all’impianto di geotermia in modo da efficientare il sistema riducendo l’utilizzo delle centrali a gas ausiliarie utilizzate nei periodi di massima richiesta”.
E dunque ci si chiede: se dal punto di vista ambientale la situazione è votata al miglioramento, perché esprimere un parare politico negativo? E perché presentare un ricorso al Capo dello Stato contro un’autorizzazione per la quale si è dato parere positivo ottenendo gli sbandierati miglioramenti?
In ogni caso, per Balboni “si tratta dell’Abc della grammatica amministrativa, che ora l’assessore Priolo e i consiglieri regionali del Pd fingono di non conoscere per confondere le idee ai cittadini e non assumersi le proprie responsabilità”.
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