Mesola
1 Maggio 2021
La madre del piccolo Maxsimiliano Grandi e il titolare dell'agriturismo Ca' Laura sono accusati di omicidio colposo

Bimbo annegò nella piscina dell’agriturismo, a giugno l’udienza preliminare

di Daniele Oppo | 2 min

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È stata fissata per l’8 giugno, davanti al gup Carlo Negri, l’udienza preliminare per il caso della morte del piccolo Maxsimiliano Grandi, il bimbo di 4 anni e mezzo annegato nella piscina dell’agriturismo “Ca’ Laura” di Bosco Mesola il 12 luglio del 2020.

Per la procura estense, che a gennaio ha chiuso le indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio per la madre del piccolo Maxsimiliano, Veronica Romanelli (assistita dall’avvocato Gianni Ricciuti) e per il titolare dell’agriturismo, Gabriele Mantovani (difeso dall’avvocato Mirca Ferrari).

Per entrambi il reato contestato è l’omicidio colposo, realizzato tramite una cooperazione colposa nel non impedire l’evento.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Mantovani non avrebbe predisposto gli adeguati e necessari servizi di assistenza, salvataggio e vigilanza, previsti anche da specifiche norme regionali. La madre invece non avrebbe prestato la dovuta sorveglianza a Maxsimiliano, lasciandolo incustodito per un lasso di tempo rilevante, in un luogo per lui pericoloso, ancor di più in assenza di vigilanza della piscina.

L’avvocato Gian Luigi Pieraccini, che difende il padre e la nonna del piccolo, si dichiara “deluso per il fatto che l’assicurazione dell’ agriturismo non abbia ancora deciso se risarcire o meno il danno costringendoci alla costituzione di parte civile. Il bimbo secondo le perizie in atto una volta in acqua sarebbe morto in otto dieci minuti e quindi un bagnino lo avrebbe visto e salvato in quel tempo con certezza”.

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