Ogni tanto arriva anche qualche assoluzione per Stefano Tarascio, 32 anni, ormai arcinoto alle cronache ferraresi per le numerose truffe portato a compimento e le altrettanto numerose condanne.
Questa volta però, il giudice Andrea Migliorelli ha concordato con la difesa (avvocato Filippo Sabbatani): mancava la prova certa che fosse stato proprio Tarascio a utilizzare una carta di credito non sua per fare acquisti: poco più di 86 euro per pagare tre acquisti di alimenti tramite Deliveroo e i un distributore BuonRistoro.
Forse le indagini, puntando dritte dritte su di lui anche per la presenza d’indizi di contorno in quel senso (qualche chiamata da una sim, una cella telefonica attiva nell’arco di 500 metri dall’abitazione di Tarascio, soprattutto i numerosi precedenti), sono state un po’ troppo superficiali per sconfiggere il ragionevole dubbio.
La procura, tramite il vpo Renzo Simionati, ha chiesto la condanna a un anno di reclusione (da aggiungere agli altri anni che Tarascio sta già sta scontando, definitivi fino al 2033) e 500 euro di multa.
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