Cronaca
9 Marzo 2021
In sette alla sbarra per aver certificato come vere opere che invece erano contraffatte. Contestata la truffa per tre compravendite andate in porto

Da Ligabue a Dalì, vendevano online false opere di artisti famosi

di Daniele Oppo | 2 min

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(archivio)

Sette persone sono finite a processo con l’accusa di aver messo in vendita online opere d’arte contraffatte attribuite ad artisti famosi: da Ligabue a Warhol, passando per De Chirico, Dalì Kostabi e Kokoschka e altri ancora.

I sette sono accusati, a vario titolo, di aver accreditato varie opere come autentiche pur conoscendone la falsità e averle messe in vendita in vari canali online e in alcuni casi di truffa per aver compiutamente venduto false riproduzioni su eBay e Subito.it inducendo in errore gli acquirenti: due litografie attribuite a Mario Schifano vendute per 140 euro, opere ancora di Schifano, Mimmo Paladino, Franco Angeli, Emilio Tadini e Ugo Nespolo per 550 euro e infine cinque litografie di Tano Festa vendute a 320 euro.

Tra gli imputati ci sono anche Claudio e Alan Albini (difesi dall’avvocato Fabrizio Carletti), padre e figlio, già processati e assolti per la vendita di falsi quadri di Kostabi: non fu possibile ricondurre a loro e al terzo imputato le varie operazioni di contraffazione e vendita.

Con loro, nella lista degli imputati, ci sono anche Carlo Baratella (avvocati Gianni Ricciuti e Vittorio Zappaterra), Aldo Tosi (avvocato Debora Grigolato), Andrea Stocco (avvocato Giampaolo Remondi), Davide Camattari (avvocato Luca Montanari), e Massimiliano Pace (avvocato Giovanni Gaudino del Foro di Marsala).

Lunedì mattina si è celebrata l’udienza filtro, Baratella ha chiesto la messa alla prova. L’udienza è stata aggiornata al 20 settembre per l’avvio dell’istruttoria.

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