Bondeno
4 Marzo 2021
Martedì via anche alla perizia sui telefonini. Verifiche in corso sugli spostamenti di Saveri

Femminicidio Placati, oggi l’incarico al medico legale per l’autopsia

di Daniele Oppo | 3 min

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Rossella Placati (foto dal profilo Facebook)

Sarà il medico Rossella Snenghi dell’Istituto di medicina legale di Padova a eseguire l’autopsia e gli altri accertamenti sulla salma di Rossella Placati, la donna di 50 anni uccisa nella sua abitazione tra domenica 21 e lunedì 22 febbraio.

Questo pomeriggio (giovedì 4 marzo) ci sarà il conferimento dell’incarico da parte del giudice per le indagini preliminari Vartan Giacomelli. Gli esami medico legali verranno eseguiti in incidente probatorio dopo che la difesa del principale e finora unico indagato, Doriano Saveri, ex compagno della vittima, aveva fatto riserva in tal senso, poi anticipata dal pm Stefano Longhi per ridurre i tempi (l’avvocato Sergio Pellizzola avrebbe infatti avuto 10 giorni di tempo dopo la riserva per formalizzare la richiesta).

Incidente probatorio significa che verrà anticipato il contraddittorio tra le parti nell’esecuzione dell’atto irripetibile. Per questo la procura ha nominato come consulente  il medico legale Maria Rosa Gaudio – che già avrebbe dovuto svolgere l’autopsia in precedenza -; la difesa di Saveri ha incaricato come consulente il dottor Mauro Martini, mentre gli avvocati Riccardo Caniato e Filippo Maggi, legali dei figli di Placati e delle due sorelle,  hanno affidato l’incarico al dottor Lorenzo Marinelli.

L’affidamento dell’incarico per l’altra perizia (anch’essa in incidente probatorio), quella relativa al contenuto dei telefonini della vittima e dell’indagato, è invece in programma per martedì.

Gli inquirenti avevano già avuto modo di visionare i contenuti del telefono di Saveri (che aveva accettato di sbloccarlo durante l’interrogatorio), ma è necessario estrarre i dati in maniera più approfondita, rilevando eventuali cancellazioni di informazioni e materiali potenzialmente compromettenti, nonché l’eventuale attivazione delle applicazioni ‘mappe’ che potrebbero aver tracciato gli spostamenti dell’uomo.

Nel suo cellulare sono sicuramente contenute alcune foto che ritraggono gocce di sangue, due dita con dei tagli e dei buchi in un maglione e una maglia che, nella sua versione, si sarebbe procurato mentre Placati lo minacciava puntandogli un coltello sul fianco, nell’ultimo, acceso litigio di domenica sera. Un racconto che non gode di molta credibilità tra gli inquirenti e che anche il gip non ha ritenuto del tutto fondato.

Nel frattempo proseguono le altre attività d’indagine. Non c’è una specifica attività di ricerca delle armi del delitto (sicuramente più di una: un oggetto contundente col quale è stato rotto il cranio alla vittima e probabilmente un pugnale usato per trafiggerle il petto) perché prima è necessario circoscrivere anche il campo d’azione di Saveri. Per questo sono in corso i rilevamenti sull’attivazione delle celle telefoniche, nonché sulle immagini delle telecamere di sorveglianza sparse per il territorio.

Serviranno per vagliare il racconto del sospettato, in più punti contraddittorio e in altri non confermato da riscontri esterni: ha detto, ad esempio, di essersi recato anche al mattino di domenica dalla ex moglie, ma questo fatto non è stato confermato dalla donna, che ha confermato solo l’incontro della sera precedente. Di quel mattino si sa con certezza solo che è andato in un bar, verso le 7.10, per comprare le sigarette.

Saveri nel frattempo si è ripreso dopo la botta in testa – forse frutto di un gesto autolesionistico – che gli ha causato una profonda ferita alla testa. Gli agenti della Penitenziaria lo hanno trovato a terra, privo di conoscenza e l’uomo – che in carcere è in isolamento preventivo anti Covid – è stato trasportato all’ospedale di Cona dove è stato medicato; gli esami diagnostici hanno escluso gravi conseguenze.

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