Per festeggiare il compleanno di Radio 105 i ferraresi pagheranno 600mila euro
Seicentomila euro. Questo il costo economico del chiacchierato evento per festeggiare il compleanno di Radio 105 indicato dall'assessore Matteo Fornasini
Seicentomila euro. Questo il costo economico del chiacchierato evento per festeggiare il compleanno di Radio 105 indicato dall'assessore Matteo Fornasini
L'unico - e ultimo - fotogramma di cui ha memoria è quello in cui lui impugna l'arma bianca, poi il buio. Black-out totale. Non ricorda altro, né si spiega come possa aver fatto quello di cui oggi lo accusano, il 76enne che ha colpito la moglie 71enne al torace con un coltello
Momenti di paura durante la serata di domenica 15 marzo in via Darsena, dove una studentessa ha raccontato di essere stata rapinata mentre rientrava a casa dopo una serata con alcuni amici in centro
Dramma all'interno del carcere di via Arginone, dove un detenuto italiano di 55 anni è morto soffocato in cella, mentre stava consumando la propria cena
In più occasioni era andato sotto casa di lei, suonando ininterrottamente il campanello e pretendendo, dietro la promessa di spaccare tutto o di divulgare video intimi fatti insieme, che lei scendesse. Altre volte l'aveva minacciata di morte per messaggio. Tutto perché lei aveva scelto di interrompere la relazione affettiva che la legava a lui e lui non lo aveva accettato
Rischiano di costare cari, a una donna di 48 anni, il negazionismo e la convinzione di saperla un po’ troppo lunga in materia di Covid-19 e diritto, al punto di arrivare a insultare due carabinieri e accusarli di aver abusato del loro potere, richiamando anche altre offese da parte di decine di utenti Facebook e YouTube.
I militari, tramite l’avvocato Denis Lovison, presenteranno infatti una corposa querela per calunnia e diffamazione contro la 48enne e i commentatori del video che quest’ultima ha condiviso sui due social network.
Tutto trae origine da un intervento dei militari del 14 gennaio scorso al Penny Market di via Darsena, dove il titolare del negozio li aveva chiamati perché la donna si rifiutava di indossare la mascherina, come imposto a tutti nei luoghi pubblici, a maggior ragione se chiusi.
La 48enne non ha dato segni di ravvedimento neppure con i carabinieri, anzi, prima si è fatta rincorrere per mostrare i documenti, poi ha iniziato a riprenderli con il telefonino mentre questi la identificavano, dicendo loro di non aver commesso alcun reato e che sia la Costituzione che l’Oms le davano ragione, con argomenti del tipo: “Sono la legale rappresentante di me stessa, il Dpcm è un regolamento interno, lei non può sanzionarmi, non essendo stato commesso nessun reato, voi state commettendo un abuso di potere” e ancora “voi non conoscete l’articolo 32 della Costituzione e non potete obbligarmi ad indossare un dispositivo medico. Lo dice anche l’Oms”.
I due militari la hanno comunque elevato la sanzione prevista per il mancato rispetto delle norme anti-Covid.
E qui si arriva al risvolto più grave per l’onore e la reputazione dei due carabinieri: la donna, anziché darsi pace, ha caricato un video su YouTube (condiviso poi anche su Facebook) con immagini anche dell’intervento al Penny Market, nonostante fosse stata diffidata dal farlo, dal titolo “Disonore dei Carabinieri che non conoscono la Costituzione e Oppt”.
Su Facebook c’era anche una didascalia che diceva “che brutta figura, chi deve far rispettare la Legge commette reati per paura e ignoranza”.
Nel video, poi cancellato dopo aver però ricevuto numerose condivisioni e interazioni, la donna diceva un po’ di cose negazioniste sull’epidemia (il suo profilo Facebook ne è zeppo), mostrava il momento dell’intervento al supermercato e poi spiegava come fare ad annullarsi da sé il verbale (cosa ovviamente impossibile).
Il tutto condito con offese ai due carabinieri, accusati di “ignoranza disarmante” di “abuso di potere”, dicendo che con loro “è come parlare con dei bambini”, poi che “i primi criminali sono le forze dell’ordine” e infine dandogli degli ignoranti.
Il video ha scatenato l’intervento anche di altri commentatori poco accorti, che hanno dato ai carabinieri dei “traditori infami”, “gli doveva dire schiavo”, “somari”, “teste di c…o”, “squadristi fascisti”, bisognosi di venire “riformati” e tanto altro.
Avranno probabilmente tutti modo di capire che le parole hanno un peso.
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