Ha tentato di sottrarsi a un controllo dei carabinieri fuggendo a piedi tra la vegetazione di un terreno agricolo e, una volta raggiunto, si è scagliato contro i militari nel tentativo di evitare il fermo
Un controllo di routine dei carabinieri nelle campagne del Copparese ha portato all'arresto di un uomo di 56 anni, sorpreso insieme alla ex convivente nonostante avesse un divieto di avvicinamento nei confronti della donna
Un gesto apparentemente banale si è trasformato in una tragedia. È morto nella serata di giovedì 9 luglio un operaio pakistano di 43 anni, finito nelle acque del canale che costeggia la Strada provinciale 1, in direzione Ostellato
“Ci sono addii che fanno male, perché si ha la sensazione di lasciare una parte di sé nel luogo in cui si è vissuto un periodo della propria vita. Questo è uno di quelli”. Sono le parole con cui Andrés Marengo si congeda da Ferrara
Tragedia nella tarda serata di giovedì 9 luglio alla stazione ferroviaria di Ferrara, dove un uomo, al momento non ancora identificato, ha perso la vita dopo essere stato investito da un treno merci
Quali sono le differenze tra prima e seconda ondata? Qual è la situazione attuale delle Cra? Come funziona il monitoraggio su ospiti e personale?
Sono alcune delle domande alle quali risponde il dottor Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie dell’Azienda Usl di Ferrara, intervistato da Estense.com per fare il punto sull’emergenza Covid-19 nel territorio estense e in particolare nelle strutture per anziani e disabili.
“La seconda ondata è arrivata un po’ prima rispetto a quello che ci aspettavamo” racconta Romagnoni, il primo ospite di una serie di interviste di Estense.com programmate in collaborazione con l’Ausl per seguire l’andamento della pandemia e fare chiarezza in questo mare magnum, spesso caotico, di informazioni.
Una seconda ondata che non ha colto in contropiede il sistema sanitario. “Ci siamo preparati molto per attenderla e controbatterla” conferma il responsabile Ausl nel ripercorrere tutto il fenomeno pandemico.
“Attualmente i tre grandi focolai con cui era scoppiata la seconda fase epidemica in città sono ormai spenti. Ne rimangono un paio assolutamente attenzionati in una situazione che ci tiene in allerta su tutta la provincia” spiega Romagnoni entrando nel dettaglio del “monitoraggio stretto”, dall’isolamento precauzionale allo screening sierologico fino all’accelerazione sui tamponi rapidi.
L’obiettivo è di arrivare a fare uno screening sul personale ogni quindici giorni e sugli ospiti una volta al mese, oltre ovviamente alle attività di controllo della temperatura, della saturazione e dello stato di salute degli ospiti.
Gli operatori delle case residenza per anziani, conclude Romagnoni in questa video-intervista, monitorano quindi ogni aspetto per “cogliere gli elementi minimi di sospetto”.
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