In vista dei concerti di Vasco Rossi sono state assegnate le postazioni food & beverage situate in via Porta Catena, piazzale dei Giochi, al Parco Coletta, nell’area tra via Maragno e via Padova e al parcheggio dell’Aeroporto
È finito in manette dopo aver aggredito i Carabinieri intervenuti per un controllo un 20enne del posto, arrestato nella serata del 25 maggio a Casumaro con le accuse di evasione, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale
Tre arresti in poche ore e oltre 100 persone identificate. È il bilancio dell’intensa attività di controllo del territorio messa in campo dai Carabinieri della Compagnia di Ferrara tra sabato e lunedì scorsi, con particolare attenzione all’area del Gad e alle zone limitrofe
L’Ars et Labor Ferrara ha formalizzato il reclamo in appello contro le sanzioni disciplinari inflitte dal giudice sportivo nazionale della Lnd in seguito ai fatti avvenuti durante l’ultima partita di campionato
Quali sono le differenze tra prima e seconda ondata? Qual è la situazione attuale delle Cra? Come funziona il monitoraggio su ospiti e personale?
Sono alcune delle domande alle quali risponde il dottor Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie dell’Azienda Usl di Ferrara, intervistato da Estense.com per fare il punto sull’emergenza Covid-19 nel territorio estense e in particolare nelle strutture per anziani e disabili.
“La seconda ondata è arrivata un po’ prima rispetto a quello che ci aspettavamo” racconta Romagnoni, il primo ospite di una serie di interviste di Estense.com programmate in collaborazione con l’Ausl per seguire l’andamento della pandemia e fare chiarezza in questo mare magnum, spesso caotico, di informazioni.
Una seconda ondata che non ha colto in contropiede il sistema sanitario. “Ci siamo preparati molto per attenderla e controbatterla” conferma il responsabile Ausl nel ripercorrere tutto il fenomeno pandemico.
“Attualmente i tre grandi focolai con cui era scoppiata la seconda fase epidemica in città sono ormai spenti. Ne rimangono un paio assolutamente attenzionati in una situazione che ci tiene in allerta su tutta la provincia” spiega Romagnoni entrando nel dettaglio del “monitoraggio stretto”, dall’isolamento precauzionale allo screening sierologico fino all’accelerazione sui tamponi rapidi.
L’obiettivo è di arrivare a fare uno screening sul personale ogni quindici giorni e sugli ospiti una volta al mese, oltre ovviamente alle attività di controllo della temperatura, della saturazione e dello stato di salute degli ospiti.
Gli operatori delle case residenza per anziani, conclude Romagnoni in questa video-intervista, monitorano quindi ogni aspetto per “cogliere gli elementi minimi di sospetto”.
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