"Abbiamo bisogno dei nostri operatori che ci guidino e abbiamo bisogno di stare tra di noi, dove nascono delle vere amicizie". È uno dei passaggi della lettera con cui alcuni utenti del centro diurno Maccacaro di Ferrara chiedono attenzione sul futuro della struttura, dopo le notizie relative a una possibile riorganizzazione delle attività
Le tasse sul dottorato saranno abolite, la decisione è stata votata dal Consiglio Iuss e dal Consiglio degli Studenti dell'Università di Ferrara. Ora la palla passa a Senato accademico e Consiglio di amministrazione di Unife che dovrebbero renderla definitiva
Erano anni in cui la Sinistra stava cambiando. O, meglio, il mondo attorno alla Sinistra stava cambiando. E a Ferrara il cambiamento sembrava più arduo che altrove
Quando hanno sentito le sirene delle pattuglie dei carabinieri, hanno ingranato la prima e lo hanno lasciato da solo, faccia a faccia con i militari, che gli hanno sbarrato la strada e lo hanno arrestato
Si sgonfia ancora di più il procedimento a carico di Ennio Bizzarri, 48 anni, commercialista e assessore al Bilancio di Vigarano Mainarda
Quali sono le differenze tra prima e seconda ondata? Qual è la situazione attuale delle Cra? Come funziona il monitoraggio su ospiti e personale?
Sono alcune delle domande alle quali risponde il dottor Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie dell’Azienda Usl di Ferrara, intervistato da Estense.com per fare il punto sull’emergenza Covid-19 nel territorio estense e in particolare nelle strutture per anziani e disabili.
“La seconda ondata è arrivata un po’ prima rispetto a quello che ci aspettavamo” racconta Romagnoni, il primo ospite di una serie di interviste di Estense.com programmate in collaborazione con l’Ausl per seguire l’andamento della pandemia e fare chiarezza in questo mare magnum, spesso caotico, di informazioni.
Una seconda ondata che non ha colto in contropiede il sistema sanitario. “Ci siamo preparati molto per attenderla e controbatterla” conferma il responsabile Ausl nel ripercorrere tutto il fenomeno pandemico.
“Attualmente i tre grandi focolai con cui era scoppiata la seconda fase epidemica in città sono ormai spenti. Ne rimangono un paio assolutamente attenzionati in una situazione che ci tiene in allerta su tutta la provincia” spiega Romagnoni entrando nel dettaglio del “monitoraggio stretto”, dall’isolamento precauzionale allo screening sierologico fino all’accelerazione sui tamponi rapidi.
L’obiettivo è di arrivare a fare uno screening sul personale ogni quindici giorni e sugli ospiti una volta al mese, oltre ovviamente alle attività di controllo della temperatura, della saturazione e dello stato di salute degli ospiti.
Gli operatori delle case residenza per anziani, conclude Romagnoni in questa video-intervista, monitorano quindi ogni aspetto per “cogliere gli elementi minimi di sospetto”.
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