Cronaca
4 Dicembre 2020
Pierpaolo Alessio dovrà comparire davanti alla Corte d'Assise. Il gup rigetta la riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale

Uccise la nonna, rinviato a giudizio

di Daniele Oppo | 2 min

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Giovedì 12 si è tenuto l’incontro organizzato dal coordinamento di Libera Ferrara, rientrante nelle iniziative promosse dal comitato “Società civile per il no”. Presente anche il professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’Università di Ferrara, Paolo Veronesi

Dovrà comparire davanti alla Corte d’assise, Pierpaolo Alessio, il ragazzo di 23 anni che la notte del 20 novembre del 2019 ha picchiato la nonna Maria Luisa Silvestri (71 anni), mentre si trovavano in auto, di ritorno da una cena in pizzeria con la madre, contribuendo a cagionarne la morte.

Il gup Danilo Russo, al termine dell’udienza preliminare di giovedì 3 dicembre ha deciso per il rinvio a giudizio di Alessio dopo aver rigettato la richiesta della difesa (avvocato Pasquale Longobucco) di riqualificare il reato da omicidio volontario aggravato, seppure con dolo eventuale (non aveva intenzione di uccidere, ma ha accettato il rischio sapendola malata), così come fissato nel capo d’imputazione dal pm Barbara Cavallo, al meno grave omicidio preterintenzionale.

Il cambio dell’imputazione avrebbe escluso la possibilità di punire il reato con l’ergastolo, permettendo al giovane di poter essere giudicato con il rito abbreviato.

La decisione del Gup arriva dopo la recentissima sentenza della Corte Costituzionale (la 260 del 2020) sulla “legge Salvini” che dal 2019 rende impossibile giudicare con il rito abbreviato reati punibili con l’ergastolo, come è in questo caso. Tre tribunali (La Spezia, Piacenza e Napoli
) avevano sollevato delle questioni di legittimità costituzionale, ma la Corte le ha giudicate non fondate, stabilendo che la norma non è censurabile essendo espressione di una scelta del legislatore “che non può essere qualificata né in termini di manifesta irragionevolezza, né di arbitrarietà”.

Senza una riqualificazione del reato, dunque, per il gup non vi era altra scelta possibile che quella di rinviare a giudizio Alessio.

La difesa sembra comunque intenzionata a procedere anche davanti all’Assise con la richiesta di rivedere l’imputazione e qualificare l’omicidio come preterintenzionale: “Confidavamo in una modifica, andremo comunque in dibattimento convinti della forza delle nostre argomentazioni”, afferma l’avvocato Longobucco.

Da giugno Alessio è stato messo ai domiciliari a seguito di una consulenza psichiatrica che ne ha attestato una incapacità parziale d’intendere e volere e con l’impegno di effettuare un percorso di recupero.

L’aggressione avvenuta a più riprese tra via Modena e via Marconi determinò nell’anziana signora, già gravata da problemi di salute, una fatale insufficienza miocardica acuta, produttiva di edema polmonare e che la portò alla morte nella disperata corsa in ambulanza verso l’ospedale di Cona.

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