Mar 8 Set 2020 - 614 visite
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Risate dialettali in memoria di Gastone “Mario” Guaraldi

Gastone “Mario” Guaraldi: altro personaggio della storia dialettale ferrarese, qui nella scenetta-filmato d’annata (per chi non ci conosce lui è quello senza baffi) girato in occasione di una manifestazione nella sua amata Voghiera, dove nacque nel 1930.

Una delle tante volte in cui, in coppia con Mario, oppure con la Compagnia “I Ragazìt da ‘na volta”, ci esibivamo. Anche l’adorata moglie Adriana, faceva parte della “combriccola”, attrice-cantante. “Mario” fu rinomato parrucchiere, pure di tante dive, a Cortina per tanti anni. Tornato a Ferrara, esercitò la professione fino alla pensione. Alla figlia Giovanna (“Donnagiò”) trasmise la passione per l’acconciatura. Era un ottimo scultore della creta. Pubblicò qualche libro, ad esempio “Cuntàr purasà quèi” (Raccontare molte cose), “Accordi poetici”.

La delicata poesia che vi propongo qui sotto fu pubblicata in un’antologia del ”Tréb dal Tridèl”, cenacolo al quale aderì e fu iscritto per anni. Ci ha lasciati per sempre, a causa d’un brutto male alcuni anni fa: ne sentiamo molto la mancanza.

L’ALBA
A gh’è un mumént int la giurnàda ch’l’è tutt da scuprìr,
basta saltar zó dal lèt a l’alba e lasàr lì ad durmìr;
al mónd intóran a tì l’è incóra bèl,
e t’at gust la sò natùra ch’l’è un bèl quèl:
at respìr l’è fresca, pulida e frizzantina,
e tàn sént nisùna rùza,
sól j’uślìn far ‘na sturnladìna,
déntar ad mì am vién da dìr:
ché gudùria se zèrta źént la stéss a durmìr
al Mónd al sarìa un spetàcul e più pulìt,
sénza pùz, camòra e gnént cunflìt,
mò l’è un sógn tròb bel irealizàbil,
parché a gh’è ad mèz l’egoìsam, perciò impusìbil,
a gh’è vanzà alóra sól da speràr, ché l’Umanità
la riflèta, d’an magnàras al zarvél cmè ‘na frità.

L’ALBA
E’ un momento nella giornata che è tutto da scoprire,/basta saltare giù dal letto all’alba e smettere di dormire;/il mondo intorno e te è ancora bello,/e ti gusti la sua natura che è una bella cosa;/respiri è fresca, pulita e frizzantina ,/e non senti nessun rumore,/ solo gli uccelli che fanno una stornellatina,/ stornellodentro me mi viene da dire:/che delizia se certa gente se ne stesse a dormire/il Mondo sarebbe uno spettacolo più pulito,/senza miasmi frastuoni e niente guerre,/ma è un sogno troppo bello , irrealizzabile, perché c’è di mezzo l’egoismo, perciò impossibile,/ rimane solo da sperare che l’Umanità/rifletta, di non mangiarsi il cervello come una frittata

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