Politica
4 Giugno 2020
Secondo la segretaria generale, ammetterla comporterebbe uno “sviamento delle funzioni”. Ma lo statuto prevede tra di esse proprio la promozione dei diritti inviolabili della persona. Zamorani: “Attacco ai diritti politici”

Per il Comune è inammissibile la petizione di fe-nice sullo striscione per Regeni

di Daniele Oppo | 2 min

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La segretaria generale del Comune di Ferrara, Ornella Cavallari, ha dichiarato inammissibile la petizione presentata dall’associazione fe-nice che chiedeva di riposizionare lo striscione “Verità per Giulio Regeni” e di affiggerne uno per Patrik Zaki.

Secondo la nota inviata dal Comune a Mario Zamorani, rappresentante e portavoce dell’associazione che ha raccolto e presentato le 200 firme necessarie a sostegno della petizione, accettare le richieste presentata da fe-nice “comporterebbe uno sviamento delle funzioni che fanno capo all’ente pubblico”.

Su questa base la segretaria generale ritiene che “la richiesta di esposizione di uno striscione su di un edificio comunale (indipendentemente dal valore sociale e/o politico del suo contenuto) abbia un contenuto che non trova alcun riferimento riconducibile alle funzioni proprie del Comune o a quelle allo stesso conferite con leggi dello Stato e della Regione”, e per questo “si esprime il parere che la petizione in oggetto non sia ammissibile”.

In sostanza, (ri)appendere striscioni nelle sedi istituzionali del Comune non sarebbe compito del Comune non essendo tra le funzioni previste da leggi e regolamenti o dallo statuto.

Strano, perché proprio lo Statuto comunale, all’articolo 4 – intitolato “Finalità e funzioni”, al comma 2, lettera a) afferma che il Comune di Ferrara, citiamo alla lettera, “promuove la piena affermazione dei diritti inviolabili della persona e consolida ed estende i valori di giustizia, libertà e democrazia”.

La promozione dei diritti inviolabili della persona (ma anche dei valori di giustizia, libertà e democrazia) – ad esempio quella di non essere massacrato e ucciso come capitato a Regeni, o arbitrariamente incarcerato come è il caso di Zaki – è esattamente ciò che si chiede con gli striscioni.

Per Mario Zamorani, promotore dell’iniziativa, già ora, si può parlare di “attacco ai diritti politici di 200 e più cittadini”. Per lo storico esponente dei radicali, la risposta ricevuta dalla segretaria generale, contiene “parole in un burocratese rococò” e “sembra celare motivazioni politiche ispirate da ‘menti finissime’. E così i nostri diritti di cittadini, garantiti da Costituzione, statuti e regolamenti vengono calpestati”.

L’ultima parola spetterà comunque al sindaco Alan Fabbri, al quale la nota è stata invita per le decisioni nel merito. “Non si poteva dire meglio – afferma Zamorani -. Ci rimettiamo tutti al signore del Palazzo, del Castello… anche se nel Regolamento per la disciplina delle forme della partecipazione popolare all’amministrazione locale  in relazione all’ammissibilità delle Petizioni, non si fa riferimento alcuno al sindaco”.

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