Sab 29 Feb 2020 - 2352 visite
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Rimborsi Carife, la Regione coprirà i costi delle pratiche

Le risorse verranno erogate a Federconsumatori, che a sua volta le metterà a disposizione alle associazioni che seguono i risparmiatori

Cento euro non cambieranno la vita, ma possono almeno dare un segnale di presenza e vicinanza dalle istituzioni a chi si ritrova ad affrontare un lungo problema.
È per questo che le associazioni ferraresi che assistono i risparmiatori di Carife, le cui azioni e obbligazioni furono azzerate dal decreto Salva-Banche del governo Renzi, non nascondono il proprio apprezzamento per la decisione della Regione Emilia-Romagna di coprire le spese sostenute dagli ‘azzerati’ del territorio per la compilazione e l’invio delle domande di risarcimento dal fondo ministeriale.
Si tratta, appunto, di 100 euro per ogni risparmiatore coinvolto nel crac residente in Emilia-Romagna e dal reddito imponibile inferiore ai 35mila euro. Cento euro che però – e qui sta l’allerta delle associazioni – non verranno erogate automaticamente dalla Regione, ma andranno richiesti dai consumatori attraverso Federconsumatori e le altre associazioni che, almeno a livello provinciale, si interfacceranno con essa: Adiconsum, Legaconsumatori, Amici di Carife, Movimento Risparmiatori Traditi e Risparmiatori Azzerati Carife.

La Regione stanzierà infatti gli importi a Federconsumatori che a sa volta li ‘girerà’ alle associazioni che seguono i singoli casi. “Per ottenere il rimborso delle spese burocratiche bisognerà mandare la richiesta entro il 31 marzo – spiega Roberto Zapparoli di Federconsumatori -. Per chi è già seguito da un’associazione, questo avverrà in automatico, ma chi ha inoltrato la domanda di accesso al Fir autonomamente o facendosi seguire da un avvocato dovrò comunque rivolgersi a una di queste associazioni, visto che la Regione stanzierà i fondi ad Adiconsum”.

“L’importante – aggiunge Marco Cappellari di Amici di Carife – è che le richieste siano inviate entro la scadenza del 31 marzo: se manca qualche dato verrà richiesta un’integrazione, ma nel frattempo è indispensabile aver rispettato la scadenza”.
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