Trasferimento di Mohammad Hannoun: Ferrara tra le ipotesi più concrete
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Potrebbe essere il carcere di Ferrara la prossima destinazione di Mohammad Hannoun. A riferirlo è il suo avvocato, secondo cui l’ipotesi ferrarese è concreta
Sotto l'albero di Natale, mentre la città scorreva ancora nel ritmo sospeso delle feste, circa duecento persone si sono raccolte per la pace. In piazza Cattedrale, il primo giorno dell'anno è stato un gesto collettivo per ribadire che il no alla guerra e al riarmo non è astrazione, ma una scelta politica, quotidiana e urgente
La Procura di Ferrara ha presentato ricorso per Cassazione, impugnando la sentenza di patteggiamento a due anni di carcere, con pena sospesa, con cui il tribunale di Ferrara aveva chiuso la vicenda giudiziaria di Chiara Compagno, 55 anni, una delle due dottoresse finite a processo nell'ambito dell'inchiesta Red Pass
Un intervento mirato, frutto di un'attenta attività di osservazione che durava da settimane. È così che, nel pomeriggio di lunedì 29 dicembre, la Polizia Locale ha messo a segno un arresto per spaccio di sostanze stupefacenti nell'area del parcheggio della stazione
Era una discussione molto delicata e difficile da chiudere entro la fine dell'anno, come inizialmente previsto. Così per portare a termine l'accordo sul contratto con la nuova proprietà di Vm Motori si dovrà attendere almeno la fine di gennaio
Verrà giudicato con il rito abbreviato l’avvocato accusato di aver scritto e consegnato una finta sentenza per far credere alla propria cliente di averla assistita al meglio in una causa civile per danni.
Il legale – difeso dall’avvocato Carlo Bergamasco – è a processo per falso in atto pubblico, truffa aggravata e infedele patrocinio. A denunciarlo è stato proprio la sua ex cliente, costituitasi parte civile, assistita dall’avvocato Davide Bertasi.
La vicenda nasce dall’incarico che la signora diede a un architetto per dei lavori che poi avrebbero causato dei danni alla casa. La donna si rivolse allora al legale per intentare una causa, chiedendo un risarcimento. Per anni era convinta che la causa stesse andando avanti, ma era ignara che fosse già stato incardinato un processo, fino a quando nel 2017 l’avvocato le mostrò addirittura la copia di una sentenza a lei favorevole, che condannava la controparte al risarcimento del danno. Risarcimento che, però, non arrivava mai.
E così la cliente divenne sospettosa, fino al punto di recarsi di persona in tribunale con una copia della sentenza in mano da mostrare alla cancelleria dove scoprì che quell’atto con quel protocollo era riferito a tutt’altra causa e che il giudice che, in teoria, aveva deciso, nulla sapeva di quella sentenza.
L’abbreviato si discuterà il 7 maggio.
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