Mar 28 Gen 2020 - 2673 visite
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Destra sconfitta, ora costruiamo una vera sinistra!

Oggi si può festeggiare, da domani al lavoro!

Abbiano scongiurato un enorme pericolo in Emilia-Romagna e in Italia. Difficile continuare a credere nel vento di destra che spira, ma il vento del cambiamento non ha smesso di soffiare e chiede un’inversione di rotta alle forze più o meno dichiaratamente di sinistra. Ed è vento che parla di nuova politica ambientale e sociale. Una richiesta che parte dai giovani, veri ispiratori di questo ritorno alla partecipazione, dai ragazzi di Fridays For Future (FFF) a quelli delle Sardine, dai ragazzi di Libera a quelli di Amnesty per Giulio Regeni. Le piazze le stanno tornando a rioccupare loro ed è giusto che sia così.

La mia generazione ha denunciato, ha scoperchiato i problemi e indicato le vie in materia di ambiente e di legalità, la nuova generazione chiede i fatti conseguenti. Ora sappiamo cosa si cela dietro alcune produzioni, ora sappiamo cosa comportano la liberalizzazione dei contratti di lavoro e la privatizzazione dei beni comuni, siano servizi o infrastrutture, come le strade e i loro ponti!

Non possiamo mentire sugli effetti del cambiamento climatico provocato da politiche economiche dissennate. Non possiamo più dire non sapevamo, come ancora si ostinano a fare le grosse multinazionali che hanno seminato morte chimica o le mafie che corrompono la legalità di uno Stato.

Perciò era tutto ampiamente prevedibile in queste elezioni regionali, anche se c’era la paura. Prevedibile che una sinistra di testimonianza nostalgica, che si spartisce in tre liste, finisse a percentuali da zero virgola. Prevedibile che il Movimento5Stelle, massacrato dall’esperienza di governo, perdesse la spinta rivoluzionaria che ne aveva animato la nascita, prevedibile che forze connotate a sola Europa o solo ambiente restassero ai margini.

Quello che i giovani emiliano-romagnoli – tornati alle urne insieme ai padri e alle madri scoraggiate – chiedono è uno schieramento nitido di parte e quella parte non può che essere la sinistra “senza se e senza ma”, come dicevamo noi del movimento per l’acqua pubblica.

Le battaglie sociali sono ambientali e – come sottolinea chi è più titolato di me – non si risolve un problema di catastrofe ambientale se non si mettono in discussione i paradigmi dell’organizzazione economica e politica, non solo di uno Stato ma degli interi continenti.

Perfino il Papa e una nuova Chiesa lo stanno ammirevolmente predicando.

Mirabile, in questo senso, la lettura di un testo di Giulio Regeni diciassettenne che metteva in relazione gli effetti della distruzione dell’uragano Katrina con il modello di sviluppo economico statunitense.

E sì, perché tutto sta insieme: chiedere con forza la verità sullo “scomodo” ricercatore Giulio Regeni e affrontare una politica industriale ed economica di riconversione energetica verso le fonti rinnovabili; rilanciare una politica sociale fatta di investimenti pubblici sulla scuola, sulla sanità e sui beni comuni come l’acqua e i servizi pubblici fondamentali. Potenziare la formazione culturale e la ricerca e trattenere i famosi cervelli che emigrano.

Il neo-liberismo in salsa renziana, alle cui sirene molti esponenti Pd di fama, Bersani compreso, hanno per troppo tempo prestato orecchio, deve sparire dalla linea politica di un partito, il quale può aspirare ad essere il fulcro di un modello di Paese ecologicamente sostenibile, democratico, laico ed etico. Ci sono parole chiave che le Sardine e i FFF hanno fatto rimbombare nelle piazze che non devono diventare gli slogan di nuove forze politiche ma il must (dovere) per la sinistra che faticosamente ha mantenuto l’orgoglio di essere tale in questa regione.

Se invece il Pd, con il suo rieletto governatore, utilizzasse questa vittoria per consolidare i propri centri di potere in barba alle istanze che lo hanno sostenuto e che hanno costretto i molti a serrare le fila, ingoiando anche qualche rospo nella speranza di contenere il degrado politico e sociale rappresentato dalla Lega, non ci sarà futuro, non solo a sinistra ma nemmeno a destra.

La deadline è al 2030!

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