Mar 14 Gen 2020 - 3775 visite
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L’orgoglio di Bonaccini: “Se solo l’Italia funzionasse come l’Emilia-Romagna”

Il presidente della Regione tra progetti di investimento e frecciate a Borgonzoni: "Avvilente essere sostituita da Salvini, che dopo il voto tornerà a pensare solo a Roma"

“Se tutta l’Italia funzionasse come la nostra regione, la situazione nel nostro Paese sarebbe ben diversa”.

Allo slogan “liberiamo l’Emilia Romagna” dell’avversaria Lucia Borgonzoni il presidente della Regione Stefano Bonaccini risponde manifestando il proprio orgoglio per i servizi pubblici, il tessuto economico e l’identità emiliano-romagnola.

E invitando senza troppi giri di parole la stessa Borgonzoni a essere più presente sui territori e a non lasciarsi ‘scavalcare’ dall’ingombrante immagine di Matteo Salvini: “Credo sia avvilente per la mia avversaria essere costantemente sostituita in campagna elettorale da una persona che il giorno dopo il voto tornerà a pensare solo a Roma”.

Del resto è anche dalle critiche a quella che considera la propria “avversaria assente” che Bonaccini prende spunto per difendere il proprio modello di Regione e parlare dei nuovi progetti, durante la presentazione dei quattro candidati ferraresi della lista ‘con Bonaccini Presidente’ (supportata da Italia in Comune, Azione, Italia Viva e Possibile) Alberto Bova, Daniela Furiani, Edoardo Accorsi e Aurora Forni.

Un esempio riguarda la sanità: “Si è parlato di importare il modello lombardo, che io rispetto, ma faccio notare che in Lombardia la sanità è per metà privata e ha costi più alti per i cittadini. Noi vogliamo mantenerla pubblica e abbiamo in programma di assumere nei prossimi tre anni 10mila professionisti”.

L’Emilia-Romagna insomma secondo Bonaccini non ha bisogno di essere liberata, ma tuttalpiù di sviluppare al meglio le proprie principali caratteristiche e punti di forza, anche attraverso i finanziamenti comunitari. “Siamo la Regione in Italia che ha speso meglio i fondi europei e che ha garantito la più rapida ricostruzione post-sisma, anche se coi suoi 14 miliardi di danni è stata la catastrofe più grave dopo l’Irpinia”. Per gli investimenti futuri Bonaccini indica quindi soprattutto due ambiti: il turismo e le infrastrutture.

Sul primo fronte il piano del governatore uscente prevede una maggior interconnessione tra le varie località balneari della riviera, anche attraverso la creazione di una nuova rete (“una metropolitana di superficie o un altro sistema di trasporto leggero”) che dovrebbe partire da Cesenatico e arrivare ai lidi di Comacchio.

Nell’entroterra si punterà poi alla creazione di nuovi percorsi cicloturistici e di un’offerta turistica che metterà insieme tutti i castelli della regione. Per quanto riguarda le infrastrutture Bonaccini ribadisce invece l’intenzione di far partire entro la fine dell’anno i lavori per la nuova Cispadana, “che sarà un’autostrada regionale e avrà un’importanza fondamentale per le attività economiche e il turismo ferrarese”. Una trasformazione che secondo il governatore avrà luogo anche anche nella ‘superstrada’ Ferrara – Mare.

Una serie di proposte che Bonaccini alterna a qualche ‘frecciata’ all’avversaria Borgonzoni e al suo leader Matteo Salvini: “Nella nostra regione l’accoglienza è un valore importante e Salvini è benvenuto ogni volta che viene, ma questa è casa nostra. In questa campagna elettorale surreale lo sento parlare di spallate al governo Conte ma poi non ha alcun programma per la regione, mentre noi vorremmo parlare dell’Emilia-Romagna”.

“Questa è una campagna elettorale strana – aggiunge Alberto Bova, capolista per la circoscrizione di Ferrara – non sono riuscito ad avere un confronto con gli altri candidati, e non ho ancora visto il loro programma. Sono certo che l’unico modo per continuare a fare le cose fatte bene è votare Bonaccini: se l’Italia avesse un governo anche solo simile a quello dell’Emilia Romagna allora sarebbe un Paese migliore”.

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