Gio 9 Gen 2020 - 3064 visite
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Meloni lancia la sfida a Bonaccini: “I risparmiatori Carife abbandonati dal Pd”

Per la leader di FdI un comizio e un flash mob di fronte alla sede della banca: "Per la sinistra gli italiani vengono prima solo quando devono pagare le tasse"

Dai temi locali come il fallimento di Carife al ruolo dell’Italia nella nuova crisi del Golfo, passando per le critiche al presidente della Regione Stefano Bonaccini per la gestione dell’immigrazione o al governo ‘giallorosso’ per la nuova manovra finanziaria: è un fiume in piena la leader nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, durante la sua visita a Ferrara. Che la vede prima partecipare al flash mob organizzato dal partito davanti alla ex sede di Carife in corso Giovecca, e poi lanciare la sfida al centrosinistra per le prossime elezioni regionali durante un affollato comizio alla ex Sala Borsa.

Ad attendere Meloni sono infatti presenti circa 400 sostenitori, tra militanti del partito e semplici elettori: un numero che per quanto nettamente inferiore alle ‘oceaniche’ radunate di altri movimenti o partiti politici conferma anche a livello locale una notevole crescita di Fratelli d’Italia, che secondo i primi sondaggi del 2020 ha ormai raggiunto circa il 10,7% dei consensi a livello nazionale. Un bacino di voti che secondo la presidente nazionale potrebbe essere decisivo per la conquista dell’Emilia-Romagna da parte di Lucia Borgonzoni: “Se vogliamo superare Salvini? Non è con i nostri alleati che ci confrontiamo, ma con il Pd e Bonaccini. Sono contenta che FdI sia in crescita, ma questo succede anche perché tra i nostri elettori ci sono anche persone deluse dal Movimento 5 Stelle o dal centrosinistra, che anche in Emilia-Romagna non si riconoscono più in quei partiti”.

Simbolo anche in chiave locale delle colpe del centrosinistra è secondo Meloni proprio il caso Carife, che ha visto il governo Renzi allora in carica “anticipare l’entrata in vigore del bail-in” invece di imporre un cambio di rotta agli organi di controllo, Bankitalia in primis che secondo la leader di FdI è “in costante conflitto di interessi, dal momento che è detenuta dalle stesse banche che dovrebbe controllare. Ma quando abbiamo proposto di riportarla sotto il controllo statale, la sinistra ha votato contro tutelando gli interessi delle banche”.

Prima di concentrarsi sulle questioni nazionali e internazionali, Meloni critica Bonaccini anche dal punto di vista delle politiche economiche in Emilia-Romagna, una “regione-locomotiva non grazie al Pd, ma nonostante al Pd” e dove “solo negli ultimi 8 mesi hanno chiuso 778 imprese”. Mentre un altro punto critico secondo la leader FdI riguarda la sanità regionale, in particolare per i tempi delle lista di attesa negli ospedali.

A scatenare la furia di Meloni sono però soprattutto le politiche del governo nazionale, in particolare per lo scarso peso internazionale mostrato finora nelle crisi in Libia e Iran e in relazione alla manovra finanziaria, che prevede un tetto di 2.000 euro (1.000 dal 2022) all’uso di denaro contante (“se vogliamo incentivare il pagamento elettronico bisogna prima far sì che lo banche di eliminino i costi per le commissioni”) e l’introduzione di Plastic Tax e Sugar Tax, giudicate come “operazioni utili solo per far cassa”. Per combattere l’evasione fiscale Meloni punta sulla proposta di FdI di chiedere un anticipo cauzionale alle tasse di 30mila euro alle nuove attività di imprenditori stranieri, per arginare l’evasione dovuta a chi “dopo due anni chiude il negozio prima dei controlli fiscali e sparisce nel nulla. Perché l’unico caso in cui anche la sinistra dice ‘prima gli italiani’ è quando si tratta di pagare le tasse”.

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