Sab 7 Dic 2019 - 1223 visite
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Duemila firme per una biblioteca in via Bologna: “Serve alla città e agli studenti”

I sindacati consegnano l'appello a Fabbri e chiedono nuove assunzioni per coprire i pensionamenti in arrivo nel 2020

da sx: Corrado Oddi (Cgil), Francesco Bertelli (Cisl), Angela Occhi (Cgil), Leonardo Uba (Uil)

Oltre 2mila firme – 2.035 per l’esattezza – per chiedere all’amministrazione pubblica non dimenticare il sistema bibliotecario ferrarese. Sono quelle consegnate al sindaco Alan Fabbri dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, che raccogliendo le segnalazioni del personale delle biblioteche ferraresi hanno lanciato un mese fa un appello pubblico invitando la giunta a garantire nuove assunzioni in vista dei pensionamenti che coinvolgeranno il settore e a investire su un nuovo presidio culturale nella zona sud di Ferrara, attualmente totalmente sguarnita fatta eccezione della piccola biblioteca Rodari, ricavata all’interno della scuola De Pisis.

Un servizio che secondo Corrado Oddi, bibliotecario e rappresentante sindacale Cgil, “è necessario sia per chi vive a Ferrara che per i nuovi studenti” anche in virtù dei cambiamenti che negli ultimi mesi hanno avuto luogo nello spicchio di città che circonda via Bologna, dove la popolazione studentesca ha avuto un considerevole aumento dovuto all’apertura dello studentato alle Corti di Medoro (ex Palaspecchi) in contemporanea all’abolizione del numero chiuso alla facoltà di medicina. Tutti giovani che allo stato attuale devono spostarsi in centro o nelle proprie facoltà per poter contare su aule studio o biblioteche.

La petizione chiede quindi all’amministrazione di riprendere l’idea della precedente giunta di realizzare un polo bibliotecario nei locali dell’ex Palaspecchi, scartata dall’amministrazione Fabbri che in quei locali punta a ‘raddoppiare’ gli spazi destinati alla polizia municipale. O in alternativa di individuare un altro spazio per investire su un nuovo polo culturale. “Il sistema bibliotecario – afferma il segretario Uil Fp, Leonardo Uba – è un presidio importantissimo anche dal punto di vista dell’aggregazione e della sicurezza, anche per chi non è originario di Ferrara ma si trova qui per studio o per lavoro”. Tra le firme raccolte compaiono infatti anche i nomi di molti studenti fuori sede, che talvolta anche per via delle proprie situazioni abitative (con camere o alloggi condivisi con altri studenti) preferiscono biblioteche e aule studio allo studio domestico.

Al tema della mancanza di presidi culturali nella zona sud si aggancia quello dei pensionamenti: una decina dei circa 25 dipendenti della biblioteca Ariostea andranno infatti in pensione nel 2020 e il Comune non ha in programma nuove assunzioni. I sindacati temono quindi un abbassamento del livello dei servizi, per via della carenza di personale che si verrebbe a creare o della mancanza di competenze specifiche nel caso l’amministrazione scelga di ricorrere alla mobilità interna, trasferendo il personale da altri servizi. “Chiediamo che vengano effettuate nuove assunzioni per coprire i colleghi che andranno in pensione – afferma Oddi -. Basterebbero 100 firme per chiedere una risposta ufficiale e ora ne stiamo per consegnare più di 2mila: ora l’amministrazione entro 60 giorni ci dovrebbe rispondere, ma chiederemo anche un incontro a Fabbri per potergli spiegare le nostre motivazioni. È necessario aprire una discussione sul sistema bibliotecario a Ferrara”.

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