Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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Colla fa propria la preoccupazione espressa da Yara in merito "all’atteggiamento ondivago e incerto" della Commissione europea riguardo all’applicazione del Carbon Border Adjustment Mechanism
All'evento di Emergency Days, l'appello della presidente Rossella Miccio. Con Tommaso Greco un confronto sulle responsabilità dell'informazione nella legittimazione dei conflitti
Elisa Napolitano racconta la sua esperienza al concerto in piazza Ariostea tra visuale ostacolata, problemi nell'area disabili e critiche al personale di sicurezza: "Rinuncio a Marilyn Manson"
Una situazione di crescente degrado e insicurezza che, secondo i residenti, si trascina da circa un anno. È quanto denunciano gli abitanti di via Franceschini, in zona Doro, attraverso una lettera, nella quale chiedono alle istituzioni "un intervento serio, coordinato e umano" per affrontare le criticità legate ad alcune palazzine incompiute e in stato di abbandono presenti nella zona
Argenta. “Forse dovrei appendere un cartello fuori dalla porta: i ladri sono già passati, non c’è più niente da rubare”. È la rassegnazione a predominare tra le mura di un’abitazione in una frazione di Argenta, presa di mira dai banditi per la seconda volta in tre mesi. Questa volta sono scappati a mani vuote, ma solo perché i beni di valore erano già stati arraffati la volta precedente da altri malviventi.
La cosa più sconcertante, come ci ha raccontato la vittima del furto subìto mercoledì pomeriggio, è che la banda ha agito in pieno giorno, incurante dei possibili passanti o del rientro a casa dei proprietari. Che, quando sono tornati, hanno trovato la casa a soqquadro.
“Hanno agito alle 16.40, con il rischio che qualcuno di noi potesse rientrare in casa” conferma la proprietaria, che ha assistito alla scena attraverso i filmati delle telecamere che aveva installato all’ingresso dopo il primo colpo.
“Erano in quattro, tutti col volto travisato e con un chiaro accento del sud. Prima hanno suonato ripetutamente al citofono per assicurarsi che non ci fosse nessuno, poi dopo una decina di minuti hanno sfondato la porta e sono entrati – ripercorre la vittima -. In tre hanno frugato casa con le torce, uno è rimasto dietro la porta a fare da palo con in mano un bastone di ferro, pronto a colpire chi entrava. Era mancino e non tanto alto, forse un metro e sessanta, come si vede dalle riprese”.
“Hanno vandalizzato la casa senza trovare nulla perché erano già passati i loro colleghi tre mesi prima – ricorda la donna – ma non si tratta della stessa banda, perché questa è più organizzata mentre l’altra ha preso la federa del cuscino e l’ha riempita di ricordi di famiglia, vecchi orologi, qualche gioiello… hanno svuotato tutto. E questa volta non era rimasto più niente da prendere”.
“Siamo sgomenti, non solo perché in vent’anni non è mai successo niente mentre ora i ladri sono venuti a farci visita due volte, ma soprattutto perché il mio consuocero è tornato a casa poco dopo con il mio nipotino, hanno rischiato di incontrarli” rivela la signora impaurita che, dopo lo spavento del primo colpo, ha preso precauzioni e si è dotata di un sistema di videosorveglianza in via di completamento.
“Sono arrabbiata perché non esiste difesa se non quella personale di cercare di andare oltre. Non credo nel Far West o nella giustizia fai da te, non voglio pensare alle conseguenze, spero solo che prima o poi si possa perseguire chi fa del male perché se si sentono impuniti continueranno ad agire così. È necessario potenziare le forze dell’ordine, servono interventi tempestivi. Oggi ricominciamo comunque” è l’ultimo appello della vittima ha subito sporto denuncia ai carabinieri ma le è rimasto in bocca il sapore amaro dell’impunità, dell’impotenza e della frustrazione: “Delinquenti liberi di delinquere”.
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