Pug, le opposizioni: “Molta tecnica, poca politica”
Giudizio positivo sull'impianto, ma critiche su casa, mobilità e frazioni. Nel mirino anche i tempi e il metodo dell'approvazione
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Partono i lavori da 11,6 milioni di euro fino ad agosto 2030: quattro fasi per intervenire su tutte le ali senza fermare visite ed eventi
Nell’ambito dei controlli previsti dalla normativa per il monitoraggio della legionella, l’indagine sta proseguendo anche negli impianti idrici delle palestre comunali, attraverso campionamenti finalizzati a rilevare l’eventuale presenza del batterio
Niente amministratore nominato dal Tribunale per il Grattacielo di Ferrara. Almeno per ora. La scelta reste nelle mani dei condomini, che dovranno tornare a riunirsi
È stato fermato dalla Polizia appena sceso dall'aereo e portato negli uffici della sicurezza dove gli hanno sequestrato il telefonino
Di Sciascia su Moro si ricordano, a giusta ragione, L’affaire Moro e Todo modo.
Ma lo studio analitico e minuzioso della lingua di Aldo Moro, da parte di Sciascia, data dalla metà degli anni Sessanta, in un dialogo serrato, anche se poco appariscente, con Pasolini e Calvino.
Alla metà degli anni Sessanta non c’era internet, non c’erano i social, i testi si scrivevano a mano o con la macchina da scrivere: eppure è lì che Pasolini e Calvino colgono il manifestarsi di una nuova lingua, un’antilingua che più di mezzo secolo dopo ci darà gli shitstorming e gli AUSPICOCHETULASPENDAOGNIGIORNOINONCOLOGIAXOGNIMEMBRODELLATUAFAMIGLIA..NESSUNOSCLUSO, gli andare a vedere un essere inutile come sferaebbasta merita una punizione e i #SegreVadeRetro, i leoni da tastiera e gli odiatori seriali.
E sarà proprio Calvino, dieci anni dopo l’assassinio di Pasolini, a riconoscere che Pasolini ha avuto ragione a presentire l’arrivo di quella peste del linguaggio che oggi governa la comunicazione pubblica. E della quale lo stesso Moro, che ne è stato uno degli artefici, è stato vittima.
Nella concatenazione fra Pasolini e Calvino, Sciascia coglie nella tragedia di Aldo Moro la tragedia civile dell’infezione della lingua e di un paese destinato a divenire incivile.
Nel trentennale della morte di Leonardo Sciascia, ne parlerò mercoledì sera, alla Biblioteca Giardino, al punto 189 del Grattacielo, per chi vuole ascoltare. E magari, (ri)leggere Sciascia.

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