Dom 17 Nov 2019 - 3413 visite
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Antiche emozioni ferraresi e un po’ di busker in dialetto

Carissimi, oggi vi presento due poesie che hanno ottenuto segnalazioni e sono state pubblicate nel relativo libro del prestigioso XXX concorso di poesia “Poetar Padano” di Carpi. La prima, “Brisul”, delicata poesia in dialetto ferrarese, scritta dalla carissima poetessa, amica del nostro vernacolo e socia storica de “Al Tréb dal Tridèl”, la signora Maria Galli.

La seconda, “Un sorriso da Praga”, scritta da me, in italiano, un po’ melodrammatica a dire il vero. Frutto di una vecchia storia che mi raccontò un busker di Praga. Non so quanto sia vera la storia, certo che di gente che comincia prestissimo ad esibirsi nel mondo anche solo per sopravvivere, o aiutare famiglie povere, ce n’è tanta. Io voglio credere la vicenda-poesia sia veramente una storia vera. Come quasi sempre, le poesie sono state assemblate, lette e interpretate dall’amico attore Roberto Gamberoni che non mi stancherò mai di ringraziare.

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Brìśul
Brìśul e arcòrd
…brìśul razulà
int la zéndar calda
dal mié camìn.

L’udór dal pàn apéna sfurnà
quél dlà prima viòla
e quél dlà tèra apéna arà.

Al savór dal móst
e quél dal lat apéna mùnt
l’àqua frésca dàl póz.

I rintóch dl’Ave Marié
un bisbìli; la preghiera ad mié mama
al sò grémb par la mié paura
‘na candela int la buśié.

Al tichetàr dla spiuvlśìna sui cùp
al sturmìr d’arbul
la mié nìna nàna

brìśul …
ad quànd la mié padgà
int ‘na cavdàgna inguazàda
la jéra cùrta.

BRICIOLE (Traduzione)
Briciole e ricordi/ …briciole raccolte/ nella cenere calda/ del mio camino/
L’odore del pane appena sfornato/ quello della prima viola/ quello della terra appena arata/.
Il sapore del mosto/ e quello del latte appena munto,/ l’acqua fresca del pozzo.
I rintocchi dell’Ave Maria/ un bisbiglio; la preghiera di mia madre/ il suo grembo per le mie paure/ una candela nel portalume.
Il picchiettare della pioggia sul tetto/ lo stormire di un albero/ la mia ninna nanna./
Briciole/ di quando la mia orma/ nella capezzagna bagnata di rugiada/ era corta.

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UN SORRISO DA PRAGA

Nelle calde notti estive di Praga,
il “Piccolo Essere” accarezza musica,
stupendo suono di strumento antico,
di grandi solisti e musici e zingari ungheresi,
e balli notturni a Praga.
Turisti ubriachi e donne sorridenti,
e il piccolo violinista suona, suona,
al ritmo dei suoi dieci anni,
e piange, fra le risa festanti di gente ebbra,
mentre dal letto d’ospedale,
un uomo osserva l’ultima rondine della sua vita
disegnare la parola fine sul percorso…
-Tu suona figlio caro
dove andrò, mi raggiungerà il tuo canto,
e a tua madre e i tuoi piccoli fratelli,
il suono della tua dolce melodia
sarà foriero di piccoli danari,
ed io me ne andrò sorridendo,
sapendo che il canto sublime
della tua arte di strada
darà pane e conforto
alla nostra povera famiglia disperata
straziata da un dolore di miseria!-
E la gente balla e canta felice…
Lontano ancora una volta, la musica
d’un violino accarezzato splendidamente…
bagnato dalle lacrime d’un fanciullo musicista,
suona, suona, suona,
lo spettacolo deve continuare!!!

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