Gio 7 Nov 2019 - 1500 visite
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Affidamenti diretti. I sindacati: “Noi esclusi dal confronto sull’elenco delle imprese”

Cgil, Cisl e Uil lamentano di non essere stati inclusi nel “percorso virtuoso fatto di ascolto e confronto periodico” vantato dall'assessore Maggi

Gli appalti comunali sembra non siano un affare che interessi anche i sindacati, almeno a leggere le lamentele dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil piccati per il fatto che l’assessore Andrea Maggi non li abbia mai inviati per un confronto sulla realizzazione di un elenco delle imprese locali da cui attingere per gli affidamenti diretti del Comune.

Il “percorso virtuoso fatto di ascolto e confronto periodico” vantato dall’assessore ai Lavori Pubblici? Sì, ma “con le associazioni di categoria, s’intende, perché fino ad oggi il sindacato confederale non è stato invitato a dare un contributo”, lamentano all’unisono Massimo Zanirato (Uil), Cristiano Zagatti (Cgil) e Bruna Barberis (Cisl). “Forse si ritiene che la forte opposizione e mobilitazione contro il decreto Sblocca Cantieri possa inficiare il percorso per un eventuale protocollo?”, chiedono.

Eppure “la scelta del comune di Ferrara, che si dice pronta a sottoscrivere un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria, solo imprenditoriali si suppone, non rispecchia quanto a suo tempo dichiarato”, osservano i sindacati che ricordano come nell’incontro con il sindaco Alan Fabbri “il tema del lavoro era parso come elemento predominate ,come la volontà espressa di farne oggetto di confronto costruttivo, di condivisione delle scelte strategiche e organizzative”.

Il problema per i sindacati non è la creazione della lista delle imprese territoriali in sé, quanto l’idividuazione dei criteri i per l’affidamento e/o aggiudicazione dei lavori: offerta al massimo ribasso o offerta economicamente più vantaggiosa?, chiedono Cigl, Cisl e Uil. Saranno presi in considerazione il costo della sicurezza, il Durc in regola, l’applicazione della contrattazione collettiva nazionale, territoriale sottoscritta dai sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale, la regolare iscrizione agli enti bilaterali laddove previsti dalla contrattazione, il regime di “solidarietà”?

Insomma, i temi del lavoro e i dei lavoratori meritano o no di entrare nel “percorso virtuoso?” vantato da Maggi?

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